Il Libano e BlackRock
di Alessandro Volpi*
Il Libano è una terra di conquista? BlackRock e alcuni altri grandi fondi detengono gran parte del debito pubblico del Libano, che ha dichiarato di non essere in grado di ripagare dopo il default del 2020. Tuttavia negli ultimi mesi i titoli di tale debito, che ammonta a circa 50 miliardi di dollari, hanno registrato una significativa, e singolare, ripresa, passando da 6 centesimi a quasi 30 centesimi di dollaro. E' probabile che sia partita una scommessa per cui l'aggressione israeliana possa portare ad una nuova definizione delle "politiche" libanesi, per cui a garanzia del debito verranno poste le potenzialità di sfruttamento di gas libanese , con un peso ancora maggiore da parte di compagnie come TotalEnergies, Chevron e Eni.
In tal caso il debito avrebbe garanzie decisamente maggiori per la gioia dei grandi detentori del debito libanese, come BlackRock, che vedrebbero salirne il valore e, al contempo, disporrebbero, in qualità di azionisti di Total, Eni e Chevron, di ulteriori benefici. Non è trascurabile neppure che, insieme a Total, Chevron e Eni, figuri Qatar Energy di proprietà del fondo sovrano di quel paese, alla ricerca famelica di risorse energetiche. La guerra dell'impero della finanza non ha confini.
*Post Facebook del 1 giugno 2026


