Il tavolo di Abu Dhabi e la fine delle illusioni occidentali

2418
Il tavolo di Abu Dhabi e la fine delle illusioni occidentali

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Abu Dhabi si prepara a ospitare un passaggio molto importante: un dialogo trilaterlae diretto tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Un formato inedito, che segnala già di per sé uno spostamento degli equilibri diplomatici e il riconoscimento implicito che senza Washington nulla può essere deciso, ma senza Mosca nulla può essere risolto. I negoziati si svolgono in un contesto di estrema cautela. Le delegazioni arriveranno separatamente e solo allora verranno definiti tempi e modalità. Per la Russia il segnale è chiaro: al tavolo siederanno esclusivamente figure militari e dell’intelligence, guidate da Igor Kostyukov, su mandato diretto di Vladimir Putin. Nessuna apertura politica formale, ma un approccio tecnico, freddo, orientato ai rapporti di forza sul terreno. Anche la composizione della delegazione ucraina racconta molto. Accanto ai vertici dell’intelligence e dello Stato maggiore, il regime di Kiev porta ad Abu Dhabi uomini chiave del potere politico, a indicare che le decisioni in discussione non saranno solo operative, ma strategiche. Volodymyr Zelensky lo ha ammesso senza giri di parole: il nodo centrale sarà quello territoriale.

Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa, sul tavolo ci sarebbero quattro documenti pensati come base di un futuro trattato di pace. Il più delicato prevede il ritiro completo delle forze ucraine dal Donbass. In cambio, gli Stati Uniti offrirebbero un pacchetto di aiuti da 800 miliardi di dollari e garanzie di sicurezza, con un ruolo centrale affidato a BlackRock nella gestione dei fondi per la ricostruzione.

Se confermata, la proposta segnerebbe una svolta radicale: la trasformazione della guerra in Ucraina da conflitto “esistenziale” a grande operazione geopolitica e finanziaria, in cui territori, sicurezza e capitale vengono negoziati nello stesso spazio. Un compromesso che molti in Europa avrebbero difficoltà anche solo a nominare apertamente. Non a caso, mentre si discute di confini e cessate il fuoco, ad Abu Dhabi si riunisce anche un gruppo di lavoro separato Russia-USA sulle questioni economiche. Un dettaglio tutt’altro che secondario: prima ancora della pace, Washington e Mosca testano la possibilità di una normalizzazione selettiva, pragmatica, fuori dal perimetro europeo.

In questo scenario, l’Unione Europea resta ai margini, spettatrice di un processo che si svolge altrove e sopra la sua testa. Abu Dhabi diventa così il simbolo di un mondo multipolare in formazione, dove i negoziati decisivi non passano più da Bruxelles, Ginevra o New York, ma da capitali “neutre”, funzionali e lontane dai vincoli dell’ordine occidentale classico. La domanda, ora, non è solo se da questi colloqui uscirà un accordo. È se l’Europa sarà in grado di riconoscere che la guerra che si combatte sul suo continente viene decisa sempre più senza di lei.

 


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DELLE "TRE PRINCIPALI NOTIZIE DELLA SETTIMANA" - LA NEWSLETTER CHE OGNI SABATO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il PD alla continua ricerca di se stesso di Giuseppe Giannini Il PD alla continua ricerca di se stesso

Il PD alla continua ricerca di se stesso

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti