Infermieri indiani in arrivo: stiamo creando un "esercito di riserva" sottopagato?
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L'incontro tra India e Italia non resterà agli annali della diplomazia nazionale ma forse un risultato potrebbe averlo prodotto: favorire l'arrivo di infermieri dal paese asiatico.
Le nostre obiezioni partono da presupposti antitetici a quelli di forze politiche di destra, se in Italia l'accesso all'università per lustri è stato legato al numero chiuso, se le prove selettive di accesso sono farraginose e complesse dovremmo chiederci alla fine se non abbia senso cambiare strada. E in un paese che annovera forse le migliori, in assoluto, scuole infermieristiche, ha senso far arrivare dall'estero personale con le medesime qualifiche?
O forse, mentre infermieri italiani optano per un lavoro all'estero per i migliori salari, noi stiamo cercando un esercito industriale di riserva da impiegare nelle agenzie interinali e nelle cooperative con salari da fame?
I leader di India e Italia annunciano un accordo specifico per favorire l'arrivo di infermieri asiatici dopo una dichiarazione congiunta.
Logica suggerirebbe di pagare meglio il personale sanitario, favorire dopo l' università l'ingresso dei giovani ma a muovere le dinamiche occupazionali resta invece la ricerca del salario più basso.


