/ La Cina manipola i cambi? Gli esperti smentiscono Trump

La Cina manipola i cambi? Gli esperti smentiscono Trump

 
 

di Fabrizio Verde


Trump impone dazi alla Cina, la moneta del Dragone (lo yuan) si svaluta. L’inquilino dalla chioma colorata della Casa Bianca a questo punto sbotta contro il gigante asiatico. Manipolazione della valuta, tuona tramite Twitter. 

 

Hanno fondatezza le accuse di Trump?

 

La Cina non utilizza lo yuan come strumento per affrontare i conflitti commerciali, ha dichiarato il governatore della banca centrale Yi Gang. 

 

La Cina, in quanto potenza responsabile, onorerà le sue promesse in merito alla questione valutaria fatta ai vertici dei leader del G20. La nazione asiatica si atterrà a un sistema di tassi di cambio determinato dal mercato, ha affermato Yi, di rimando a Trump, in un post sul sito web della People's Bank of China (PBC).

 

Secondo gli analisti cinesi i commenti di Yi dovrebbero far riflettere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

 

L'accusa di Trump non ha senso, dal momento che il Ministero del Tesoro statunitense si è ripetutamente astenuto dall'etichettare la Cina come manipolatore di valuta, ha affermato Wu Jinduo, head of fixed income presso l’istituto di ricerca Great Wall Securities. 

 

Quindi perché la moneta cinese si è indebolita? Sono emerse nuove condizioni nel panorama degli attriti economici e commerciali internazionali e le aspettative del mercato sono cambiate.

Di conseguenza, molte valute si sono deprezzate rispetto al dollaro, e anche il tasso di cambio dello yuan è stato influenzato, ha spiegato il governatore banca centrale di Pechino Yi Gang. Aggiungendo che le fluttuazioni sono guidate e determinate dai mercati.

 

In una precedente dichiarazione, la banca centrale aveva affermato che lo yuan sarà sostanzialmente mantenuto stabile a un livello ragionevole ed equilibrato, disinnescando le preoccupazioni sulla scivolata dello yuan oltre il livello chiave.

 

L'improvvisa debolezza dello yuan, secondo la banca centrale del gigante asiatico, è dovuta a molteplici fattori, tra cui unilateralismo, misure di protezionismo commerciale e le aspettative per l'imposizione degli Stati Uniti di tariffe sui prodotti cinesi.

 

Il mercato ha anticipato l'impatto negativo dell'aumento delle tariffe sul commercio cinese e lo yuan si è deprezzato per compensare tale influenza, ha spiegato al Global Times Zhou Yu, direttore di international finance della Shanghai Academy of Social Sciences. 

 

Altra interessante chiave di lettura è quella data da Ding Jianping, professore alla Shanghai University of Finance and Economics. Il professore ha dichiarato al Global Times che che l'aumento dell'indice del dollaro USA, derivante in parte dai tagli dei tassi di interesse della Fed, ha esercitato una pressione sugli yuan per deprezzarsi.

Fonte: Global Times
Notizia del:
Notizia del:
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa