Nel vuoto strategico europeo, la Cina diventa interlocutore inevitabile

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Nel vuoto strategico europeo, la Cina diventa interlocutore inevitabile

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La visita ufficiale del cancelliere tedesco Friedrich Merz in Cina segna un passaggio rilevante nei rapporti tra Berlino e Pechino, in un contesto globale attraversato da instabilità geopolitica, protezionismo e ridefinizione delle catene del valore. A Pechino, Merz ha incontrato il presidente Xi Jinping, concordando sulla necessità di rafforzare il partenariato strategico globale, rilanciare la cooperazione economica e difendere multilateralismo e libero scambio. Xi ha inquadrato il dialogo bilaterale come un fattore di stabilità in una fase di trasformazioni “senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale”, invitando Berlino a mantenere un approccio pragmatico e non ideologico verso lo sviluppo cinese.

Merz, alla sua prima visita in Cina da cancelliere, ha ribadito l’adesione tedesca alla politica dell’unica Cina e l’interesse a una cooperazione aperta e basata sulla fiducia reciproca. Il cuore della missione è però economico-industriale. La delegazione tedesca comprende i vertici di circa trenta grandi gruppi, a conferma del peso strategico del mercato cinese per l’industria tedesca. Non a caso, Cina e Germania restano rispettivamente la seconda e la terza economia mondiale e partner commerciali centrali l’una per l’altra. Un segnale emblematico è arrivato dal settore automotive. Merz ha testato a Pechino una nuova Mercedes-Benz dotata di sistemi avanzati di guida assistita sviluppati con un’azienda tecnologica cinese, lodando apertamente la collaborazione. Anche BMW Group ha annunciato nuovi accordi nel campo delle batterie e dell’innovazione, rafforzando un asse industriale che va ben oltre la semplice delocalizzazione produttiva.

L’automotive, insieme a meccanica, chimica e alta tecnologia, rappresenta oggi uno dei pilastri della cooperazione bilaterale. In un settore attraversato da una trasformazione profonda - tra intelligenza artificiale, elettrificazione e digitalizzazione - la complementarità tra capacità manifatturiera tedesca e dinamismo innovativo cinese emerge come un vantaggio competitivo condiviso. La visita assume rilievo anche sul piano politico europeo. Pechino guarda a Berlino come a un interlocutore chiave nel dibattito su “de-risking” e autonomia strategica dell’UE, mentre la Germania appare intenzionata a distinguere tra riduzione dei rischi e disaccoppiamento, mantenendo aperti i canali economici. In questo quadro, la missione di Merz va letta anche come il riflesso delle difficoltà strutturali europee: crescita debole, industria sotto pressione, incertezza strategica.

Mentre l’Unione europea fatica a tradurre l’autonomia strategica in una linea coerente, Cina si propone come polo centrale di un ordine multipolare fondato su mercato, tecnologia e capacità industriale. Per Berlino, mantenere un rapporto stabile con Pechino non è solo una scelta economica, ma una risposta pragmatica a un mondo che si sta rapidamente riorientando. In un sistema internazionale sempre meno dominato da un solo centro, il partenariato sino-tedesco diventa così uno degli indicatori più chiari di come l’Europa possa trovare spazio e margini di manovra nella nuova geometria del potere globale.



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