Droni, missili e isole-fortezza: come l’Iran sta vincendo la guerra (l'Analisi militare di Andrea Gaspardo)
L'analisi video di Andrea Gaspardo - 29 maggio 2026
Il quadro internazionale è segnato da tre grandi focolai di crisi – Medio Oriente, Libano, Ucraina – ciascuno con dinamiche specifiche ma sempre più interconnessi. A tracciare il panorama è l'analista Andrea Gaspardo in un nuovo editoriale video.
Medio Oriente: il nodo Hormuz. La crisi è esplosa simbolicamente il 28 febbraio con il blocco dello Stretto di Hormuz. L'Iran sfrutta la conformazione dei fondali bassi e la costa ricca di isole per ostacolare le marine oceaniche come quella statunitense. Nonostante la marina convenzionale abbia subito gravi danni, Teheran resiste grazie ai Pasdaran e a tattiche asimmetriche: barchini esplosivi, droni e missili. A differenza degli anni Ottanta, Washington non è ancora riuscita a spezzare il blocco. Le operazioni sono state finora a distanza: circa 20mila sortite aeree americane contro l'Iran, che ha risposto colpendo oltre 288 obiettivi strategici e basi USA nella regione, risparmiando solo la Turchia. Sul piano economico, gli attacchi iraniani hanno danneggiato infrastrutture chiave nei Paesi del Golfo (Ras Laffan in Qatar, aree di Dubai), minandone la reputazione di hub sicuri. Il contro-blocco americano soffoca l'economia iraniana, ma le ripercussioni sui prezzi energetici colpiranno Europa e resto del mondo molto prima. Al momento regna un fragile «caos calmo» grazie a una tregua mediata da Cina e Pakistan, ma il programma nucleare e il controllo di Hormuz restano esplosivi.
Libano: il fallimento strategico di Israele. Nonostante i pesanti bombardamenti e l'ordine di evacuare il Sud del Libano, Tel Aviv non è riuscita né a eliminare Hezbollah né a respingerlo oltre il fiume Litani, mantenendo solo una precaria fascia di sicurezza. La milizia usa in modo innovativo i droni FPV – lezione imparata dall'Ucraina – combinandoli con missili anticarro. Ne derivano perdite costanti tra i corazzati israeliani e un forte impatto psicologico sulle truppe. L'esercito israeliano ha lanciato un bando senza limiti di budget per trovare contromisure efficaci.
Ucraina: stallo apparente, movimenti profondi. Le avanzate russe sono lentissime a Kupiansk e Pokrovsk, ma lungo il confine (Sumy, Kharkiv) Mosca applica una tattica di «borderizzazione»: logoramento a bassa intensità per modificare lo status quo del confine e preparare future offensive. Nel contempo, l'Ucraina colpisce sistematicamente raffinerie e centri petroliferi russi fino a Perm, per ridurre i profitti che Mosca trae dalla crisi energetica mediorientale. Resta il dubbio sulla capacità ucraina di sostenere a lungo questo ritmo. Sul piano tattico, entrambi gli schieramenti estendono l'uso dei droni FPV fino a 70 km dietro le linee nemiche, interrompendone la logistica. Segnale preoccupante: intelligence occidentali riferiscono il trasferimento di oltre 100mila nuovi effettivi russi lungo il fronte, preludio a una grande offensiva estiva.
L'analisi video di Andrea Gaspardo


