Tra macerie e simboli: Bint Jbeil sfida l’offensiva israeliana

2439
Tra macerie e simboli: Bint Jbeil sfida l’offensiva israeliana

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

A Washington si sono aperti colloqui diretti tra Libano e Israele sotto l’egida degli Stati Uniti, in un clima già segnato da forti tensioni e accuse di violazioni del cessate il fuoco. L’incontro, sostenuto da figure chiave dell’amministrazione USA, arriva mentre prosegue l’offensiva israeliana sul territorio libanese, nonostante un accordo regionale che includeva esplicitamente anche Beirut. Il presidente libanese Joseph Aoun ha espresso la speranza che i negoziati possano alleviare le sofferenze della popolazione, soprattutto nel sud del Paese.

Tuttavia, da Tel Aviv arriva una linea dura: il governo israeliano, rappresentato dal ministro degli Esteri Gideon Saar, esclude qualsiasi discussione su un cessate il fuoco, ponendo come condizione imprescindibile il disarmo di Hezbollah. Secondo indiscrezioni, Israele avrebbe avanzato un piano altamente controverso per dividere il sud del Libano in tre zone operative, includendo una fascia di sicurezza permanente e aree sotto controllo militare fino alla “eliminazione” della resistenza. Una proposta che solleva forti dubbi sulla sovranità libanese e sul futuro equilibrio regionale.

La reazione interna non si è fatta attendere: proteste sono scoppiate a Beirut, mentre il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto con forza ogni ipotesi di negoziati diretti, definendoli una concessione inaccettabile sotto pressione esterna e un rischio per l’unità nazionale. Intanto, sul terreno, la guerra continua senza tregua. A Bint Jbeil sono in corso violenti combattimenti tra le forze israeliane e i combattenti della resistenza libanese. Nonostante bombardamenti intensi e operazioni terrestri, le truppe israeliane non hanno ancora ottenuto avanzamenti decisivi, subendo perdite significative tra le proprie unità.

Città simbolo della resistenza, Bint Jbeil rappresenta oggi non solo un obiettivo strategico ma anche un potente emblema politico e storico. Il conflitto in corso, con oltre duemila vittime e più di un milione di sfollati, conferma come la crisi libanese resti uno dei punti più critici e instabili dello scenario mediorientale, mentre i negoziati appaiono lontani da una soluzione concreta.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti