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di Antonio Di Siena
 

La Tunisia non è un porto sicuro.


Perché la Tunisia non rispetta il diritto internazionale.


La Tunisia ha sottoscritto la Convenzione di Ginevra; la Dichiarazione del Cairo sulla protezione dei rifugiati e profughi del mondo arabo; la Convenzione di Amburgo sulla ricerca ed il salvataggio marittimo (SAR).


Perché in Tunisia la guardia costiera non interviene.


La guardia costiera tunisina interviene costantemente per il soccorso in mare. Nel 2018 ha salvato da naufragio 45 migranti vicino le isole Kerkennah, altri 46 largo di Jebeniana.


Perché la Tunisia respinge i migranti alle frontiere.


In Tunisia è consentito il libero ingresso (senza visto obbligatorio) ai cittadini di dieci Stati africani: Benin, Costa d'Avorio, Gabon, Gambia, Guinea, Libia, Mali, Mauritania, Niger e Senegal.


Perché in Tunisia non ci sono strutture di accoglienza adeguate.


Il centro di Ibn Khaldun a Médenine è una struttura di sei piani che può ospitare fino a 180 persone. Attualmente è piena per meno della metà. A Tunisi c’è la “Maison du droit et des migrantes”, una ‘casa dei diritti’ dove i migranti trovano un letto e assistenza legale, medica e psicologica totalmente gratuite. 
Il sistema dell’accoglienza si svolge con la collaborazione di molte organizzazioni internazionali come la Croce Rossa, la Mezzaluna Rossa, l'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), il Consiglio Italiano per i Rifugiati, la Caritas e numerose ONG.


Perché la Tunisia non garantisce i diritti dei profughi e non riconosce effettiva protezione ai richiedenti asilo.


“Il diritto all'asilo politico è garantito secondo la legge; è vietato estradare persone che beneficiano di asilo politico”, così come sancito dall'art. 26 della Costituzione tunisina. 
In Tunisia è presente l'UNHCR che si occupa dell'accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo. Ha il compito di valutare le richieste, riconoscere o negare lo status di rifugiato e garantire protezione, integrazione e inclusione sociale, assicurando “un supporto nella ricerca di una casa e di un lavoro”. E questo lo dice direttamente la responsabile UNHCR in loco Kenza Yamouni. 
Nel caso in cui lo status di rifugiato venga riconosciuto, l’UNHCR rilascia un documento rinnovabile alla scadenza. 
In caso contrario è possibile fare ricorso contro il diniego. 
E' garantita anche adeguata assistenza sanitaria, infatti in Tunisia tutti i rifugiati possono accedere gratuitamente alle strutture mediche pubbliche, così come sancito dall’art. 38 della Costituzione. 
Dal 2016 è in vigore una legge che previene e punisce severamente la tratta di esseri umani, grazie alla quale è stato possibile contrastare efficacemente il fenomeno con la collaborazione l’Ente nazionale anti-tratta.


Perché la Tunisia è politicamente instabile e la democrazia è a rischio.


Dal 2011, quando c’è stata la “rivoluzione dei gelsomini”, una delle primavere arabe tanto acclamate dalle sinistre liberali, la Tunisia è una Repubblica democratica con libere elezioni. 
E oggi al governo c’è una coalizione laica di centro-sinistra.
Il rapporto 2018 della ONG americana Freedom House ha classificato la Tunisia come paese libero, unico Stato dell’intero mondo arabo.
Ed è un paese che sta conoscendo “una nuova era di libertà politiche, intellettuali e culturali”, e questo lo scrive direttamente il Manifesto in un’intervista a Habib Kazdaghli. 
La Tunisia è partner dell’Unione europea, con la quale intrattiene stretti rapporti politici, economici e commerciali. L’anno scorso ha ospitato la “Settimana dell’Europa in Tunisia”. Una manifestazione per la quale sono stati stanziati 50 milioni di € per la promozione dell'artigianto e altri 25 per sviluppo sostenibile e formazione professionale.


Perché in Tunisia ci sono i terroristi islamici che compiono sanguinosi attentati.


Anche in Francia. 
Avete mai sentito dire che la Francia non è un porto sicuro?


Perché il professor Vassallo, “massimo esperto in materia” dice che la Tunisia non è un porto sicuro.


Charlie Yaxley, il portavoce UNHCR per Africa e Mediterraneo, ha definito la Tunisia “posto sicuro per lo sbarco”. Aggiungendo che non è accettabile una “situazione in cui la disponilità di fare domanda d'asilo venga rifiutata perchè si cercano offerte migliori in altri paesi".


Perché la Tunisia ha rispedito indietro migliaia di migranti in paesi ritenuti non sicuri.


L’Italia ha un accordo di cooperazione con la Tunisia per il contrasto all’immigrazione clandestina. In forza di questo, dal 2011 ad oggi, ha rimpatriato centinaia di tunisini. 

Quindi delle due l’una, o la Tunisia è un porto sicuro oppure non lo siamo neanche noi.


La Tunisia non è un porto sicuro.


E invece lo è, ne sono sicuro.

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