Un episodio “non isolato”: la lettura cubana del nuovo scontro con Washington

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Un episodio “non isolato”: la lettura cubana del nuovo scontro con Washington

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Il tentativo di infiltrazione armata sventato nei giorni scorsi al largo delle coste di Cuba rischia di riaprire un fronte sensibile nei rapporti già tesi con gli Stati Uniti. L’episodio è avvenuto nei pressi di cayo Falcones, nella provincia di Villa Clara, dove una motovedetta delle guardie di frontiera cubane ha intercettato un’imbarcazione veloce proveniente dalla Florida con a bordo dieci uomini armati. Secondo il Ministero dell’Interno dell’isola, la lancha - un motoscafo civile immatricolato in Florida - trasportava un commando con l’intento di infiltrarsi sul territorio nazionale per compiere azioni di tipo terroristico. A bordo sono stati sequestrati fucili d’assalto e da cecchino, pistole, ordigni artigianali come molotov, visori notturni, giubbotti antiproiettile, munizioni, uniformi mimetiche e materiale di comunicazione. Non una spedizione improvvisata, sottolineano le autorità. Lo scontro a fuoco ha causato la morte di quattro aggressori e il ferimento degli altri sei, oltre a un ufficiale cubano.

Tutti i partecipanti, stando alle indagini preliminari, sarebbero cittadini cubani residenti negli Stati Uniti, molti con precedenti per attività violente. Alcuni figurano anche in liste nazionali legate al terrorismo. È stato inoltre arrestato sull’isola un presunto fiancheggiatore, inviato dagli Stati Uniti per facilitare lo sbarco. Il presidente Miguel Díaz-Canel ha rivendicato il diritto alla legittima difesa, affermando che Cuba “non minaccia nessuno, ma si difenderà con fermezza”. Una linea ribadita anche dal ministero degli Esteri, che richiama una lunga storia di infiltrazioni e azioni ostili provenienti da oltre lo Stretto della Florida.

Sul piano diplomatico, L’Avana ha attivato i canali bilaterali esistenti. Il viceministro degli Esteri Carlos Fernández de Cossío ha confermato contatti con il Dipartimento di Stato e la Guardia Costiera statunitense, chiedendo cooperazione e informazioni sugli implicati. Washington, almeno formalmente, si è detta disponibile a collaborare. Dagli Stati Uniti, il segretario di Stato Marco Rubio ha mantenuto un profilo prudente, negando qualsiasi coinvolgimento governativo e chiedendo tempo per verifiche indipendenti. Anche la Casa Bianca segue il caso, mentre la Florida ha aperto un’indagine parallela. Secondo il New York Times, l’imbarcazione non apparteneva ad alcuna struttura ufficiale e sarebbe un comune motoscafo da pesca, elemento che rafforza l’ipotesi di un’operazione privata ma non per questo meno pericolosa. Per Cuba, tuttavia, l’episodio non è isolato.

È l’ennesimo segnale - denunciano le autorità dell’isola - di un clima di impunità che alimenta azioni violente contro Cuba. Un nuovo capitolo che rischia di complicare ulteriormente una relazione già segnata da sfiducia, tensioni croniche e rinnovate minacce accompagnate dall’inasprimento del blocco economico.


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