La polemica sull'inserimento del meccanismo per la risoluzione delle controversie tra investitore e Stato (ISDS) nel Partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) è visto da alcuni come
un modo per distogliere l'attenzione da altri aspetti molto critici dei negoziati. Nel caso di due di questi - protezione dei dati ed energia - il problema fondamentale risiede nel fatto che questi argomenti non sono neanche oggetto di discussione.
Eliminare la protezione dei dati dall'ambito dei negoziati TTIP è stata una decisione politica da parte degli Stati Uniti e Unione europea presa poco prima lo scandalo Prism che ha incrinato le relazioni UE-USA.
Fredrik Erixon, direttore del think tank con sede a Bruxelles ECIPE, ha affermato che alla base della campagna più ampia contro l’ISDS vi è l’opposizione da parte degli Stati membri all'idea che Bruxelles stia negoziando un trattato di investimento per conto dell'Unione europea.
L'esecutivo dell'Ue si è adoperato per assicurare la rapida adozione di nuove norme sulla protezione dei dati ma, dopo lunghi ritardi, questa normativa è ancora in discussione tra gli Stati membri e il Parlamento europeo.
L'Unione europea sta anche insistendo per l'inserimento di un capitolo energia nel TTIP, anche al di fuori del tavolo delle trattative.
Durante i colloqui con il segretario di Stato americano John Kerry, l’Altro Rappresentate Ue per gli affari esteri Federica Mogherini ha insistito per l'inserimento di un capitolo energia nel TTIP, che attirerebbe le critiche degli attivisti ambientali, molti dei quali già si oppongono all'accordo sulla base del fatto che potrebbe abbassare gli standard dell'UE.
La protezione dei dati è un altro problema che potrebbe attirare la stessa attenzione popolare come per l’ISDS, che potrebbe nel tempo essere visto semplicemente come la prima di molte criticità sulla strada del TTIP. I veri elefanti devono ancora entrare nella stanza.
L'UE ha il mandato per negoziare il Ttip a seguito dei poteri conferiti dal Trattato di Lisbona, firmato nel 2007, che è entrato in vigore nel 2009. Erixon sostiene che inglesi, francesi e tedeschi erano tutti contrari a permettere che fosse Bruxelles a negoziare i trattati di investimento.
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