Marcia indigena verso Quito, contro lo sfruttamento delle risorse
Questa mattina è iniziata la mobilitazione degli indigeni dell'Ecuador contro l'accordo che garantisce lo sfruttamento di un giacimento di rame per i prossimi 25 anni, firmato ieri tra il governo e un'azienda cinese. Quito ha affermato che questo accordo aiuterà il paese sudamericano ad uscire dalla crisi, mentre per i manifestanti è solo una menzogna: “il petrolio non lo ha fatto per quarant'anni. Perché dovrebbe riuscirci il rame?”, ha dichiarato un manifestante. Correa, Presidente dell'Ecuador, ha convocato per domani un'altra manifestazione a sostegno del governo. Secondo Salvador Quispe, leader di Conaie - Confederazione delle Nazionalità Indigene dell'Ecuador – l'associazione che ha indetto la mobilitazione, il governo starebbe cercando di mettere il “popolo contro il popolo”. Ha aggiunto che stanno marciando anche per l'educazione e per l'acqua: “la destra vuole che l'acqua sia per le multinazionali. Questo bene ci appartiene. Vogliamo una patria per gli ecuadoregni e non per le multinazionali”. La marcia dovrebbe concludersi il 22 marzo con l'arrivo nella capitale, accogliendo altri manifestanti lungo il cammino.

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