A che serve il Ponte se in Sicilia mancano strade, ferrovie e infratrutture?

4083
A che serve il Ponte se in Sicilia mancano strade, ferrovie e infratrutture?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

E torna il ponte sullo stretto.
"L’opera è utile, anzi necessaria. Oggi pensare di non farla mi sembra un retaggio ideologico inaccettabile...".
Afferma il sottosegretario alle infrastrutture e alla mobilità sostenibili Giancarlo Cancelleri, in un’intervista al quotidiano 'La Sicilia'. 
Lo stesso che aveva lanciato l'ideona del tunnel, che oggi definisce candidamente "un grimaldello" per scuotere il dibattito.
Come se un ministro della Repubblica dicesse che ha sostenuto fortemente e ufficialmente un paradosso, solo perché se ne parlasse.
Neppure Salvini osa.

"Retaggio ideologico" opporsi ad una grande opera di cui nessuno sente il bisogno, tranne chi ci mangerà sopra?
Sì, perché il nostro ci tiene a precisare che, visti i lunghi tempi della burocrazia e gli ostacoli del codice degli appalti, si augura "semplificazioni in grado di creare corsie preferenziali" affinché tra dieci anni finalmente gli italiani potranno avere il ponte sullo stretto.
L’ipotesi più accreditata è che sia a tre campate: e i siciliani hanno già declinato ironicamente tutti i modi in cui "camperanno" sopra il ponte i soliti noti e innominabili.

Un'opera destinata a distruggere interi territorio e stravolgere il fragilissimo ecosistema, la migrazione dei pesci e degli uccelli, che attraverso lo stretto compiono il loro ciclo vitale, per non parlare del pericolo sismico e delle tre faglie che si contrastano attivamente in Sicilia.
 «Sarà a tre campate e ci passerà la ferrovia. Si tratta di un progetto nazionale che riguarda tutta Italia, non solo il Sud: saremo il collegamento tra Europa e Africa» dichiara il sottosegretario, uno dei pochissimi 5 Stelle confermati dal governo Draghi, già viceministro alle infrastrutture del Conte 2, lui geometra, dopo il clamoroso abbandono del mandato di consigliere regionale in Sicilia, mancato presidente per pochissimo e per cui Di Maio e Di Battista si erano spesi insieme nella campagna elettorale, girando la Sicilia in auto elettriche.
Il ponte sullo stretto di Messina sarebbe il ponte tra Europa e Africa?
Ma lo sa Cancelleri che la Sicilia è ancora Italia?
E lo sa che in Sicilia, come in Calabria, mancano strade e ferrovie, che ci vogliono 4 ore per arrivare a Palermo, che la Catania Ragusa si percorre in 3 ore con il limite massimo di 50 Kmh perché pericolosissima?
Lo sa che i treni sono ormai solo locali e spesso monorotaia?
Lo sa che la Sicilia si raggiunge con compagnie aeree low cost e non ci sono aeroporti sufficienti né servizi di trasporto da e per gli aeroporti?
Lo sa che si preferisce imbarcare i propri mezzi di trasporto sulle navi traghetto da Genova, Civitavecchia, Napoli, per Palermo o Catania a prezzi esorbitanti, pur di non attraversare l'Italia in auto?
Lo sa che oggi al trasporto su gomme si preferisce e si raccomanda quello più sostenibile a mezzo container?
A che serve il ponte?

Avete mai sentito un siciliano commosso (sempre) alla vista della Madonnina dorata del porto di Messina, un turista che ricorda Scilla e Cariddi seguendo la strana rotta del traghetto per evitare le correnti e fotografa il fumo dell'Etna che si staglia all'orizzonte, ...li avete mai sentiti auspicare un ponte?
In Sicilia c'è bisogno urgente di strade, ferrovie, servizi pubblici, infrastrutture vere.
Non di un ponte tra l'Europa e l'Africa.

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti