Accordo per allentare le tensioni in Kashmir

Dopo le gravi tensioni di ieri, India e Pakistan annunciano un compromesso lungo la linea di Controllo

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Accordo per allentare le tensioni in Kashmir

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India e Pakistan hanno annunciato mercoledì di aver raggiunto un accordo per allentare le tensioni nella regione del Kashmire. A renderlo noto il direttore delle operazioni militari dell'esercito pakistano e quello indiano, che hanno raggiunto il compromesso dopo che le tensioni avevano raggiunto un punto di quasi rottura lungo la cosiddetta Linea di controllo che separa i due paesi.  
Il comandante pakistano aveva duramente protestato per l'uccisione nella giornata di martedì di un soldato. Due soldati indiani e tre soldati pakistani sono stati uccisi in Kashmir dall'inizio dell'anno. Il primo ministro indiano Manmoham Singh aveva dichiarato ieri che l'India non può fare "come se non fosse accaduto nulla" con il suo vicino pachistano, dopo i recenti incidenti militari lungo la frontiera comune in Kashmir. "Quello che è accaduto è inaccettabile", ha aggiunto Singh, parlando con i giornalisti a margine di una cerimonia militare, riferendosi all'uccisione di due soldati indiani, l'8 gennaio scorso. Uno dei due militari è stato decapitato e la testa non è stata ritrovata. "I responsabili di questi crimini devono essere assicurati alla giustizia", ha detto ancora il premier indiano. 
Si tratta della crisi più grave tra India e Pakistan dagli attacchi terroristi di Mumbai del 2008, quando Nuova Delhi accusò pubblicamente Islamabad di aver finanziato ed organizzato gli attentati. Gli scambi armati nella zona limitrofa del Kashmir – dove vige una tregua dalla fine del 2003 - sono comuni, ma raramente producono morti. L'India aveva sospeso il processo di pace dopo gli attacchi di Mombai nel 2008, che secondo Nuova Delhi erano stati organizzati e finanziati ad Islamabad. Le trattative sono riprese solo nello scorso febbraio e a dicembre i due paesi hanno siglato un accordo volto a facilitare la riduzione delle restrizioni della libera circolazione per alcuni cittadini. Dalla rivolta armata iniziata nel 1989 contro l'autorità indiana, migliaia di persone sono state uccise nella zona del Kashmir amministrata. 

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