ASCARI (M5S): “INTERROGAZIONE A TAJANI E CROSETTO SU ESPORTAZIONI MILITARI ED ENERGETICHE A ISRAELE”
Nonostante le rassicurazioni ufficiali di Palazzo Chigi, l'ombra del Made in Italy continua a pesare sul genocidio in corso nella Striscia di Gaza. La deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Ascari, a tal proposito, ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente ai Ministri degli Esteri e della Difesa, rispettivamente, Ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, chiedendo massima trasparenza sul flusso di materiali militari, componenti dual-use e forniture energetiche dall'Italia verso Tel Aviv.
L'iniziativa si basa sulle rivelazioni del dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio”, curato da Giovani Palestinesi d’Italia, Palestinian Youth Movement e The Weapon Watch. Documenti alla mano, la parlamentare denuncia una preoccupante distanza tra la diplomazia pubblica e le autorizzazioni all’export, esigendo un embargo totale immediato. In un momento in cui le norme internazionali e la Legge 185/90 vietano esplicitamente l'invio di armamenti a Paesi in conflitto, l'Italia è chiamata a rispondere: la cooperazione militare con Israele è davvero cessata o sta proseguendo sotto nuove, ambigue forme?
Segue il testo del comunicato della parlamenta del M5S, Stefania Ascari:
“Ho presentato un’interrogazione ai Ministri Tajani e Crosetto per fare piena luce sul possibile proseguimento di esportazioni di materiali militari, componenti dual-use e forniture energetiche dall’Italia verso Israele, nonostante le dichiarazioni ufficiali del Governo.
L’iniziativa nasce anche a seguito del dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio: esportazioni militari ed energetiche per Israele”, un lavoro approfondito che pone interrogativi gravi e circostanziati sulla trasparenza e sulla coerenza delle scelte italiane rispetto agli obblighi internazionali.
Desidero esprimere un sincero ringraziamento alle realtà che hanno contribuito alla realizzazione di questo lavoro: Giovani Palestinesi d’Italia (GPI), Palestinian Youth Movement (PYM) e The Weapon Watch, nell’ambito della campagna internazionale People’s Embargo for Palestine. Il loro impegno, rigoroso e coraggioso, è un contributo fondamentale per riportare al centro dell’attenzione pubblica fatti che meritano chiarezza e responsabilità.
Chiedo al Governo di chiarire quali autorizzazioni siano state rilasciate, quali controlli siano stati effettuati e se vi siano state forniture – dirette o indirette – che possano aver contribuito alle operazioni militari in corso.
È assolutamente necessario sospendere ogni autorizzazione, interrompere ogni forma di cooperazione militare con un embargo totale sulle armi nei confronti di Israele e garantire piena trasparenza sui dati relativi a esportazioni e transiti.
L’Italia è vincolata da norme nazionali e trattati internazionali che vietano la cooperazione militare con Paesi coinvolti in conflitti armati e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, dunque non è accettabile alcuna ambiguità. Servono coerenza, responsabilità e verità.”

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