Bolivia, ordine di cattura per il leader del sindacato COB. Morales: "Stanno pianificando il mio omicidio"

Nel paese paralizzato da uno sciopero generale a oltranza, la giustizia accusa il segretario della COB mentre l'ex presidente lancia l'allarme su un'operazione militare congiunta tra Washington e il governo di Rodrigo Paz

2163
Bolivia, ordine di cattura per il leader del sindacato COB. Morales: "Stanno pianificando il mio omicidio"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La Bolivia è in crisi profonda a causa del neoliberismo selvaggio imposto da Rodrigo Paz. Nelle ultime settimane, le immagini che arrivano dalle città andine raccontano di strade bloccate, polizia in tenuta antisommossa, lacrimogeni e sangue. L’ultimo capitolo di questa escalation porta un nome: Mario Argollo, segretario esecutivo della potente Centrale Operaia Boliviana (COB), per il quale la procura generale ha emesso un’ordine di cattura. Le accuse sono pesantissime: istigazione pubblica a delinquere, terrorismo, e altri reati associati alle mobilitazioni che stanno paralizzando il paese per chiedere le dimissioni del governo Paz.

Argollo è diventato il bersaglio numero uno del governo di Rodrigo Paz, il presidente di destra che i manifestanti vogliono fuori. Da settimane, maestri, contadini, minatori e trasportatori tengono il paese in una morsa: sciopero generale a oltranza, più di settanta blocchi stradali, un'intera nazione virtualmente isolata. La COB non ha usato mezzi termini per rispondere all’ordine di arresto: “È persecuzione politica”, hanno affermato, denunciando al contempo la dura repressione delle forze di polizia. Lunedì, durante l’ennesima marcia di massa scesa da El Alto verso La Paz, ci sarebbero stati quattro morti e almeno 57 fermati.

Argollo, dal canto suo, non ha abbassato la testa. Anzi. In un discorso pubblico ha ribadito che nessun mandato di cattura fermerà la protesta. “Non ci piegherete”, ha detto. “Vogliono zittirci con denunce penali e azioni popolari. Ma difendiamo l’economia delle famiglie e le nostre risorse naturali”. Poi una stoccata: mentre il popolo scende in piazza, ha denunciato la COB, l’esercito e la polizia vengono riforniti di gas lacrimogeni con aerei Hercules. “Il potere risponde con militarizzazione e repressione, invece di ascoltare. La storia ricorderà chi ha voltato le spalle alla cittadinanza”.

Ma c’è un altro filo rosso che attraversa queste giornate di tensione alle stelle. Un filo che porta dritto a Washington. L’ex presidente Evo Morales, un dirigente centrale nell’immaginario delle masse indigene e popolari, ha lanciato una denuncia: gli Stati Uniti, con il sostegno di Paz, starebbero pianificando il suo assassinio o la sua cattura. Secondo Morales, sarebbe in corso un’operazione militare congiunta tra DEA e Comando Sud statunitense.

“Hanno ordinato al governo di Paz di eseguire un’operazione militare - ha scritto Morales sui suoi canali social - per uccidermi o arrestarmi”. L’ex presidente ha fatto nomi e cognomi: Carlos “Zorro” Sánchez Berzaín, ex ministro della dittatura di Gonzalo Sánchez de Lozada, fuggito a Miami dopo la strage dell’Ottobre Nero del 2003. E ancora: Ernesto Justiniano, viceministro di Difesa Sociale, attualmente a Washington. Poi dettagli inquietanti su reparti dell’esercito: la Nona Divisione, al comando del colonnello Franz Andrade Loza, sarebbe già posizionata nel Trópico, la roccaforte di Morales. “Il governo gli ha promesso la promozione a generale se avrà la meglio su di me”.

Non solo. Morales ha puntato il dito anche contro un argentino, Fernando Cerimedo, inviato in Bolivia dal presidente di estrema destra e fanatico neoliberista Javier Milei. “Esperto in guerra sporca e fake news”, lo ha definito. E poi una frase che suona come un allarme rosso: il controllo delle Forze Armate boliviane sarebbe passato nelle mani di “marines nordamericani e agenti della DEA paraguayani, gente che non esiterebbe a massacrare i fratelli e le sorelle che vivono nel Trópico”.

La Bolivia sta attraversando la sua fase più convulsa da anni. Le mobilitazioni antineoliberali non accennano a fermarsi. Le richieste della COB e dei movimenti sociali sono chiare: fuori Paz, fine delle politiche di austerità, rispetto per le risorse naturali. Ma il governo, dal canto suo, sembra deciso a non cedere di un millimetro, anche perché queste sono le disposizioni statunitensi. E gli spettri della guerra sporca, delle interferenze straniere e delle operazioni segrete si materializzano in comunicati stampa e post sui social, mescolandosi al rumore dei lacrimogeni e al sangue dei feriti.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti