Cessate il fuoco per 48 ore: la mossa di Putin e l’incognita ucraina

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Cessate il fuoco per 48 ore: la mossa di Putin e l’incognita ucraina

La guerra in Ucraina si apre a una breve pausa, almeno sul piano formale. Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un cessate il fuoco temporaneo in occasione della Pasqua ortodossa, previsto dalle 16:00 dell’11 aprile fino alla fine del 12 aprile. La decisione, comunicata dal Cremlino, è stata accompagnata da ordini diretti al ministro della Difesa Andrey Belousov e al capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov, incaricati di fermare le operazioni militari su tutti i fronti durante la tregua. Mosca sottolinea tuttavia che le truppe resteranno in stato di allerta, pronte a rispondere a eventuali provocazioni o attacchi. Un segnale che riflette la profonda diffidenza accumulata nel corso del conflitto.

Dal lato ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a “passi simmetrici”, ricordando come l’Ucraina abbia già espresso in passato disponibilità a cessate il fuoco legati alle festività religiose. Non è la prima volta che la Russia propone una tregua simbolica: iniziative simili sono state avanzate durante il Natale ortodosso e altre ricorrenze. Tuttavia, l’esperienza dello scorso anno pesa sul clima attuale. Mosca rcorda infatti che, nonostante un accordo pasquale, si registrarono migliaia di violazioni del cessate il fuoco.

Secondo diversi analisti, la mossa del Cremlino ha un duplice significato: da un lato un richiamo ai valori religiosi condivisi, dall’altro una strategia politica e comunicativa rivolta alla comunità internazionale.

Resta ora da vedere se questa breve finestra di tregua riuscirà davvero a tradursi in una pausa reale dei combattimenti o se, come già accaduto in passato, sarà segnata da tensioni e reciproche accuse. In ogni caso, il cessate il fuoco pasquale evidenzia ancora una volta quanto il conflitto resti sospeso tra dinamiche militari e tentativi, spesso fragili, di de-escalation.


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