RAI 1, servilismo e menzogne al servizio della guerra

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RAI 1, servilismo e menzogne al servizio della guerra


di Francesco Corrado

Ieri sera, nella trasmissione "5 minuti", il conduttore Bruno Vespa ha ospitato Ciro Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran. Si è trattato della solita triste e vergognosa marchetta propagandistica che ci tocca sorbire a reti unificate, ormai senza soluzione di continuità da trent'anni a questa parte, soprattutto quando si trattano temi di politica estera. A maggior ragione quando si parla di stati che consideriamo nemici pur non avendoci essi mai fatto nulla di male e come tutti sanno, questo è il momento dell'Iran.

Nella triste sceneggiata, il figlio di uno dei più grandi macellai del XX secolo, esule da quando la rivoluzione popolare mise fine al regno del padre, ha ribadito le menzogne che si stanno usando per legittimare l'aggressione alla Repubblica Islamica. Le accuse mosse da Pahlavi sono false come nei mille casi che ci hanno accompagnato negli ultimi decenni: le armi di sterminio di massa di Saddam, Gheddafi che bombardava il proprio popolo, Assad di Siria che attaccava il proprio popolo con le armi chimiche eccetera. Ma in questo caso le accuse di Pahlavi hanno un'aggravante: sono assolutamente demenziali. 

Lo scià in pectore ricorda che il cosiddetto regime avrebbe ucciso 40.000 manifestanti in un solo giorno, massimo due. Ovviamente con un simile numero di morti il numero di feriti dovrebbe essere esorbitante: infatti fonti propagandistiche parlano di 350.000 feriti rendendo queste cifre sempre più sconcertanti. Ebbene sappiamo che questi numeri sono del tutto falsi ma è proprio dal punto di vista logico che è difficile immaginare che un simile scenario possa essere plausibile! 

Nemmeno nelle battaglie più sanguinose della seconda guerra mondiale si sono visti numeri simili. A titolo di esempio si potrebbe citare lo sbarco in Normandia che in un giorno ha visto circa 16.000 tra morti e feriti sommando le vittime di entrambe le parti. Oppure la battaglia di Stalingrado nella quale le vittime furono circa un milione sempre tra morti e feriti; considerando però che la battaglia durò circa 200 giorni (17 luglio 1942- 2 febbraio 1943) siamo sui 5.000, tra morti e feriti, al giorno. Si trattò di un bagno di sangue di proporzioni agghiaccianti eppure la repressione degli ayatollah avrebbe superato questi numeri di decine di volte. E' davvero sorprendente come qualcuno possa credere a simili fandonie. 

I dati sulla repressione in Iran, come sempre, provengono dall'Inghilterra da dove, seduti su un divano, quelli dell'Iran International si sono inventati questa cifra che si baserebbe su deduzioni. Lo stesso identico copione visto in Siria. La "notizia" rilanciata dall'ex capo della CIA Mike Pompeo, persona la cui parola, in un mondo normale, non dovrebbe valere assolutamente niente, è stata ripresa dai mezzi di propaganda occidentale per legittimare la pressione sulla Repubblica Islamica. Persino mezzi di comunicazione mediorientali non simpatizzanti per l'Iran, come Al Jazeera, hanno ridicolizzato queste affermazioni e considera la cifra di 3000 morti come quella corretta. Del resto anche la cifra di 3.000 morti in un paio di giorni ci parla di uno scenario bellico, altro che manifestazioni. 

Sappiamo che le cosiddette manifestazioni spontanee non furono affatto spontanee. Erano state organizzate nei mesi precedenti da CIA e Mossad che avevano armato gruppi terroristi esterni, poi entrati dalla Turchia (cosa ammessa dalle autorità di quel paese), i sempiterni contras curdi ed elementi interni. Naturalmente, per coinvolgere ingenui ed ignari cittadini, era indispensabile creare le necessarie precondizioni. A ciò ha pensato il ministro delle finanze USA che, con manovre finanziarie iniziate già da marzo del 2025, è riuscito a creare una spirale inflattiva ottenendo il crollo della moneta avvenuto il 28 dicembre, portando così al fallimento della più importante banca del paese e causando il panico tra i risparmiatori. Le condizioni per aizzare le folle erano quindi poste. Gli agenti provocatori hanno fatto il resto. Di fatto i manifestanti avrebbero dovuto manifestare contro gli USA non contro il proprio governo.

Nei giorni delle manifestazioni, membri del governo israeliano e statunitense avevano incoraggiato le folle iraniane dicendo che agenti del Mossad erano in piazza a dare manforte e sappiamo altresì che le "spontanee" manifestazioni cessarono grazie al fatto che le autorità riuscirono ad oscurare la rete internet Starlink usata per dare le direttive: altro che manifestazioni spontanee! I terroristi infiltrati in Iran hanno attaccato caserme, ospedali, moschee: civili iraniani sono stati uccisi dai "pacifici manifestanti" per strada, all'uscita dei cinema, nei ristoranti, nelle moschee o in ospedali, come ad essere uccisi sono stati un migliaio di poliziotti. 

Che i terroristi, protagonisti assoluti delle cosiddette manifestazioni, siano stati armati dal Mossad e dalla CIA lo sappiamo perché la cosa è stata ammessa da membri dell'amministrazione americana a partire dallo stesso Trump come pure da Scott Bessent e da tutti i membri del governo israeliano. E lo hanno fatto pubblicamente.  
E' solo grazie all'indefesso "lavoro" di gente come Vespa o Cecilia Sala che il popolo italiano viene avvelenato da queste falsità che ci stanno portando in un baratro.  

Le esecuzioni capitali di questi giorni in Iran non sono esecuzioni di manifestanti colpevoli di aver protestato contro il regime; ad essere state condannate a morte sono state persone ritenure colpevoli di omicidio. Non solo, ma di omicidi commessi su istigazione ed in accordo con due stati nemici, che hanno organizzato questa operazione per destabilizzare il regime, azione poi continuata con i bombardamenti e gli omicidi di capi religiosi, politici e militari, col fine di far crollare lo stato. I capi di imputazione a carico dei "manifestanti" coinvolti sono, da manuale di diritto penale alla mano, di tradimento, per quanto riguarda gli iraniani, e di azione terroristica per quanto riguarda gli stranieri.

Il futuribile scià, ospite del disservizio pubblico della RAI in prima serata, ha accusato la Repubblica Islamica di vessare il proprio popolo da 50 anni. In realtà il popolo iraniano marciò compatto contro suo padre proprio perché era lui a reprimere i cittadini ed il dissenso, ed a farlo anche in modo notoriamente feroce. Nessun potere si può reggere solo sulla violenza, lo può fare per qualche tempo ma dopo un po' il sistema crolla. La prova la diede proprio il regime dello scià: negli ultimi anni di regno Reza Pahlavi abusò oltremodo dei metodi di polizia ed il risultato fu che contro di lui si unirono tutti: dagli ayatollah ai marxisti passando per i liberali.

Per questa ragione le accuse nei confronti della Repubblica Islamica sono in buona parte aria fritta: si magnificano manifestazioni svolte da quattro gatti in centro a Teheran (spesso sponsorizzate da paesi ostili) e si ignorano manifestazioni pro regime che portano in piazza milioni di persone in decine e decine di città in tutto il territorio dello stato. La Repubblica Islamica a tutt'oggi gode dell'appoggio della stragrande maggioranza della popolazione. Si vede da come il popolo non solo appoggia l'attuale regime ma addirittura vuole porre fine, continuando il conflitto e rifiutando le trattative, all'ingerenza ed agli attacchi di USA ed Israele che, loro si, da 50 anni, fanno soffrire la popolazione iraniana con sanzioni, scatenandogli contro Saddam Hussein, finanziando il terrorismo interno (soprattutto curdo) e assassinando personalità del mondo politico, accademico e scientifico dello stato persiano.

 

Francesco Corrado

Francesco Corrado

Giornalista 

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