Covid e doppia morale Usa sui diritti umani

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Gli Stati Uniti d’America, autoproclamati difensori dei diritti umani in ogni angolo del globo hanno ancora una volta dato prova della loro doppia morale. La pandemia di Covid-19 dilagante nel paese ha mostrato quanto siano strumentali le mosse intraprese in praticamente ogni continente a difesa di presunti diritti umani calpestati, quando invece lasciano morire consapevolmente propri cittadini indifesi colpiti dal virus. 

 

Il quotidiano Global Times evidenzia che ad oggi risultano 2,88 milioni di infezioni e quasi 130.000 morti negli USA. Gli autoproclamati difensori dei diritti umani non hanno dato importanza alla vita umana del proprio stesso popolo che ha pagato «il prezzo dell'inettitudine di Washington nella lotta contro il Covid-19».

 

Scrive il Global Times: «Il diritto alla vita è di primaria importanza per i diritti umani. Ma gli Stati Uniti continuano a predicare sui diritti umani senza preoccuparsene davvero, con il loro principale leader che minimizza le oltre 100.000 morti, poiché ritiene che avrebbero potuto raggiungere i 2 milioni se non fosse stato per la sua leadership. Purtroppo, la democrazia di cui molti statunitensi sono così orgogliosi non è riuscita a difenderli. Gli statunitensi comuni non possono colpire efficacemente il loro governo. Sebbene i media statunitensi siano impegnati a criticare il governo nordamericano, le loro opinioni non hanno alcun effetto sul cambiamento dello status quo. Il sistema politico statunitense non può ritenere i politici responsabili della situazione deplorevole e quei politici stanno abusando delle lacune del sistema. Le persone di altri paesi ora vedono gli Stati Uniti come un paese indifeso e sottosviluppato».

 

Gli Stati Uniti risultano essere il primo paese al mondo per il numero di infezioni e decessi, ma la classe dirigente USA con il presidente Trump in testa, continua a voler scaricare le responsabilità sulla Cina per coprire la sua inettitudine. Ancora una volta gli USA hanno dimostrato come la disuguaglianza è letale: i poveri, i vecchi, le minoranze etniche e altri gruppi vulnerabili negli Stati Uniti non sono trattati allo stesso modo, ma visti solo come numeri. 

 

Quel che conta davvero negli USA, sottolinea il quotidiano cinese, è in realtà solo il denaro: «Il denaro è necessario per garantire i diritti umani. Questo è il motivo per cui il vicegovernatore del Texas, Dan Patrick, ha suggerito che gli anziani avrebbero dovuto sacrificare loro salute per il bene dell'economia del paese». 

 

Lampante è la differenza con la Cina, quotidianamente accusata di «violare i diritti umani». Nel gigante asiatico nessuno è rimasto indifeso e senza assistenza nella lotta contro il Covid-19 salvaguardando la vita di ogni cinese a costi economici enormi. Gli Stati Uniti non prenderebbero mai in considerazione un'opzione simile. 

 

Si chiede quindi il Global Times: «C’è un Paese più immorale degli Stati Uniti?». 

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