Dichiarazioni solenni, azioni che penalizzano: l’UE e il suo cortocircuito politico
La nuova Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha suscitato malumore a Bruxelles, con Antonio Costa che ha denunciato una “minaccia di ingerenza” nella vita politica europea. Gli USA non possono stabilire quali partiti siano “buoni o cattivi”, ha sottolineato il presidente del Consiglio Europeo, invocando sovranità e autonomia.
Tuttavia, la realtà mostra l’Europa impegnata in politiche sempre più onerose per i cittadini, tra sanzioni, spese militari crescenti e misure che gravano sulle economie domestiche, mentre privilegia il confronto con Mosca invece di percorrere strade di cooperazione.
Il documento statunitense ha sorpreso per il tono critico verso gli alleati, ma le proteste europee si limiteranno a gesti simbolici: la capacità dell’UE di incidere sulle proprie scelte resta marginale.
Nonostante le dichiarazioni solenni, il blocco continua a perseguire strategie che penalizzano le popolazioni e alimentano tensioni con la Russia, confermando un mix di retorica difensiva e politiche guerrafondaie.
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