“Free Palestine" sul posto di lavoro: il caso di Ali Mohamed Hassan e le Olimpiadi Milano-Cortina 2026

Due parole, "Free Palestine", sono costate il richiamo e la sostituzione nel turno di lavoro ad Ali Mohamed Hassan, commesso dello store ufficiale delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 a Cortina d'Ampezzo.

2921
“Free Palestine" sul posto di lavoro: il caso di Ali Mohamed Hassan e le Olimpiadi Milano-Cortina 2026

 

di Francesco Fustaneo
 

Lo scorso 13 febbraio un gruppo di tifosi israeliani  entra nello store ufficiale dei Giochi invernali presso il Cortina Sliding Centre, sventolando bandiere del proprio paese. Di fronte a  tale  esibizione, il commesso, Ali Mohamed Hassan pronuncia la frase "Free Palestine" ("Palestina libera") .

Secondo quanto si vede in un video diventato virale sui social – pubblicato inizialmente dagli stessi tifosi e rilanciato dall'organizzazione StopAntisemitism – una donna del gruppo ha sfidato Hassan a ripetere l'espressione, riprendendolo con il telefono. Il commesso ha accolto la richiesta, scandendo più volte "Free Palestine", senza alzare i toni, senza insulti e senza minacce .

"Ecco, hai liberato la Palestina", gli rispondono poi i presenti con sarcasmo, mentre una voce di fondo suggeriva che il dipendente andava licenziato . Il battibecco dura pochi minuti, poi il gruppo si  allontana  senza ulteriori tensioni .

La diffusione del video ha scatenato una vera e propria bufera online. L'ong statunitense StopAntisemitism ha definito le espressioni di Hassan come "ostili a Israele" e ha attivato una segnalazione pubblica, chiedendo provvedimenti disciplinari .

La risposta dell'organizzazione dei Giochi è stata immediata. In una nota ufficiale, la Fondazione Milano Cortina 2026 ha dichiarato: "Siamo a conoscenza di quanto avvenuto al Cortina Sliding Centre tra un dipendente di una società esterna e un visitatore. Non è appropriato che il personale dei Giochi o quello delle società con cui collaboriamo esprima opinioni politiche personali mentre svolgono le loro mansioni o rivolga tali osservazioni ai visitatori".

La stessa Fondazione ha poi precisato come “Le persone coinvolte sono state rassicurate e il lavoratore è stato sostituito sul turno e sensibilizzato a mantenere un comportamento pienamente in linea con i valori e lo spirito dei Giochi”, smentendo dunque le fonti che avevano parlato  di licenziamento.

 

La mobilitazione: la solidarietà dal basso e l'intervento dell'USB

Come già accaduto in passato per casi simili, attorno alla figura di Ali Mohamed Hassan si è rapidamente attivata una macchina della solidarietà dal basso. Migliaia di commenti e messaggi di supporto hanno inondato il giovane.

L'USB Lombardia ha lanciato un appello pubblico offrendo il proprio sostegno al commesso. "Chiunque lo conosca può dirgli di rivolgersi all'USB Lombardia: saremo felici e orgogliosi di aiutarlo e sostenerlo", si legge nella nota del sindacato. "Quanto successo – proseguono dall'USB – oltre ad essere grave da un punto di vista politico lo è anche sul piano del diritto del lavoro e sindacale".

 

Il precedente: il caso della Scala e la sentenza del Tribunale del Lavoro

La vicenda di Hassan rischiava di avere (e in parte le ha)  inquietanti analogie con un caso che ha già avuto un epilogo giudiziario. A maggio 2025, una maschera precaria del Teatro alla Scala era stata licenziata per aver gridato "Palestina libera" prima dell'inizio di un concerto privato, alla presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

A novembre 2025, il Tribunale del Lavoro ha stabilito che quel licenziamento era illegittimo, riconoscendo la frase come legittima espressione di un'opinione politica. La sentenza ha rappresentato un importante precedente giuridico: gridare "Palestina libera" non è reato e non può costituire giusta causa di licenziamento .

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa di Giuseppe Masala L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

L'opzione “simul stabunt” di Trump contro l'Europa

AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina   Una finestra aperta AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina

AWE2026: quando l'IA diventa la tua coinquilina

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Referendum, guerre e bambini nel bosco di Alessandro Mariani Referendum, guerre e bambini nel bosco

Referendum, guerre e bambini nel bosco

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Una giustizia classista per il potere autoritario di Giuseppe Giannini Una giustizia classista per il potere autoritario

Una giustizia classista per il potere autoritario

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti