Il Ciad ritira le truppe dal Mali

Secondo il presidente Idriss Deby le sue truppe non hanno le competenze per il tipo di conflitto in atto

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Dopo il ritiro dei primi 100 soldati francesi dal Mali, il 15 aprile il Presidente del Ciad, Idriss Deby, ha annunciato il ritiro delle truppe del suo paese impegnate in Mali. Deby ha motivato il ritiro sostenendo che le sue truppe non hanno le competenze per affrontare un conflitto dove le azioni di guerriglia sono sempre più frequenti. L’ultimo episodio risale al 12 aprile quando un kamikaze si è fatto esplodere in un mercato a Kidal provocando tre morti e quattro feriti tra una pattuglia di soldati del Ciad.       
Le numerose perdite sono un'altra ragione importante del ritiro delle truppe ciadiane. Al momento sono oltre 30 i soldati ciadiani morti in Mali. All’indomani delle dichiarazioni del presidente Deby, all'unanimità, il Parlamento del Ciad ha chiesto al governo di preparare un “piano di ritiro progressivo e in tempi ragionevoli” delle Forze Armate impegnate in Mali contro i gruppi armati islamisti. Il primo ministro Joseph Djimrangar Dadnadji ha tracciato il bilancio di tre mesi di operazioni militari:  circa 87 milioni di euro spesi,  2250 uomini e 240 veicoli militari messi a disposizione delle truppe maliane e francesi dall'avvio dell'Operazione Serval, lo scorso 11 gennaio.
Martedì 16 aprile, la Francia ha presentato un progetto di risoluzione per trasformare la Missione di supporto internazionale in Mali (MISMA) nella missione di stabilizzazione in Mali delle Nazioni Unite  (MINUSMA). La forza di peacekeeping per il Mali, da dispiegare per il 1° luglio,  prevede di impiegare fino a 12.600 Caschi blu e 1.440 tra poliziotti ed esperti civili

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