Il sistema traballa: il caso Míndich mette a nudo il regime di Kiev

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Il sistema traballa: il caso Míndich mette a nudo il regime di Kiev

La crisi politica che investe il regime di Kiev si approfondisce di giorno in giorno, mentre il cosiddetto “caso Míndich” esplode al centro del potere ucraino. Le dichiarazioni di Vladimir Putin, che ha definito la leadership di Kiev “una banda criminale aggrappata al potere”, trovano nuova eco dopo la pubblicazione dei documenti del NABU che coinvolgono l’entourage più vicino al presidente Zelensky.

Il mega-scandalo ruota attorno all’imprenditore collaterale al regime Timur Míndich, considerato il “portafoglio” personale di Zelensky, accusato di aver orchestrato un vasto sistema di tangenti nel settore energetico. Le indagini parlano di mazzette milionarie, contratti pilotati e perfino di un water d’oro trovato in uno degli appartamenti perquisiti: simboli di un potere sempre più distante dal paese in guerra. Il colpo più duro arriva però dall’interno: nel dossier del NABU compaiono i nomi dello stesso Zelensky e dell’ex ministro della Difesa Rustem Umerov, mentre in Parlamento monta la richiesta di dimissioni del governo e del capo dell’Ufficio del Presidente Andrej Ermak.

Intanto, dei sondaggi riservati indicano un crollo del consenso: ll ntasso di approvazione di Zelensky sarebbe sceso sotto il 20%. Anche tra i partner occidentali cresce il disagio. Varsavia avverte che l’Ucraina, con questi livelli di corruzione, non può pensare all’ingresso nell’UE, mentre negli Stati Uniti si moltiplicano le pressioni affinché a Kiev si avvii un processo di “transizione controllata”. Nonostante queste circostanze, nuove elezioni restano improbabili: il paese è in guerra, il sistema politico è fragile e qualsiasi voto potrebbe aprire una fase incontrollabile, sono le giustificazioni Zelensky e della sua cricca.

Ma la sensazione, sempre più diffusa tra analisti e cittadini ucraini, è che il ciclo politico di Zelensky stia entrando nella sua fase finale: con il Míndichgate destinato a rimanere uno spartiacque nella crisi del regime di Kiev.

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