/ La Russia condanna le nuove sanzioni USA contro Cuba e Venezuela

La Russia condanna le nuove sanzioni USA contro Cuba e Venezuela

 
 

I rappresentanti delle relazioni estere della Russia hanno respinto il nuovo round di sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro la Banca Centrale del Venezuela e la riattivazione del titolo III della legge Helms-Burton, che consente di rivendicare i beni espropriati dopo la Rivoluzione cubana davanti ai tribunali degli Stati Uniti.

 

Il viceministro degli esteri russo Sergey Riabkov ha definito "allarmanti" le recenti azioni statunitensi per quanto riguarda i due paesi dell'America Latina: "Tutto questo è assolutamente inaccettabile e dobbiamo contrastarlo. Il Venezuela e Cuba sono nostri alleati nella regione, partner strategici. Faremo il possibile affinché percepiscano il nostro appoggio”, ha detto.

 

Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova ha dichiarato in conferenza stampa settimanale che Mosca "è contro qualsiasi sanzione unilaterale". Il diplomatico ritiene che queste misure dovrebbero essere decise negli organismi internazionali come l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ed essere basate sul diritto internazionale.

 

Riabkov ha descritto queste sanzioni come "assolutamente illegali e legittime" ed ha mostrato soddisfazione per le azioni di Canada, Messico ed Unione Europea (UE) per aver deciso di opporsi alla riattivazione del Titolo III della legge Helms-Burton da parte del governo Donald Trump.

 

Il Segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha annunciato che il 2 maggio il governo del suo paese riattiverà il suddetto titolo III della legge Helms-Burton che consentirà ai presunti beneficiari di essere citati in giudizio per gli espropri seguiti al trionfo della Rivoluzione cubana.

Inoltre, sono stati annunciati nuovi divieti di contrattazione con cinque compagnie cubane e restrizioni sui viaggi a Cuba per motivi non familiari.

 

Allo stesso tempo, sono state annunciate nuove sanzioni e restrizioni sulle transazioni di società statunitensi e individui con la Banca Centrale del Venezuela per limitare l'accesso di questa entità ai dollari.

Fonte: teleSUR
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