L'effetto Trump sull'Ucraina

9067
L'effetto Trump sull'Ucraina

PICCOLE NOTE


Donald Trump
 sta disegnando la nuova amministrazione degli Stati Uniti d’America. C’è andirivieni di personaggi più o meno noti alla sua corte e filtrano indiscrezioni più o meno probabili circa futuri incarichi e incaricati.

 

Colpisce che tra gli invitati a tale corte ci sia anche Henry Kissinger. Il grande vecchio della politica americana è da sempre interlocutore dei potenti di Washington, anche se i neocon hanno fatto di tutto per relegarlo in un angolo, dal momento che il suo realismo politico, seppur a volte spietato, lo reso inviso ai loro occhi, preda di visioni oniriche votate alla dissoluzione creatrice.

 

Val la pena riportare alcune parole che il grande vecchio spese sulla crisi ucraina: «Troppo spesso la questione ucraina viene vista come una resa dei conti, la scelta tra Est e Ovest. Ma se l’Ucraina vuole sopravvivere e prosperare non deve diventare l’avamposto di una parte contro l’altra, ma fare da ponte tra le due».

 

Trump è, almeno al momento, fautore di un nuovo dialogo tra Russia e Occidente. Un dialogo che dovrà necessariamente passare per due direttrici: la crisi siriana e quella ucraina. Da questo punto di vista l’invito di Kissinger appare simbolico: grande conoscitore dell’Europa, il grande vecchio della politica americana è l’uomo più adatto a indicare al nuovo presidente prospettive di distensione per l’Ucraina.

 

Non sappiamo se le sue idee saranno recepite, ma certo occorrerà trovare un compromesso tra le varie spinte confliggenti che dilaniano Kiev, un modus vivendi tra le esigenze di sicurezza russe e le aspirazioni nazionali(ste) ucraine.

 

Detto questo val la pena accennare che lo scombussolamento Trump più aver effetto sull’Ucraina anche sotto un altro profilo. La sua vittoria, infatti, rinvigorisce le forze politiche europee, come la Le Pen, che contestano l’attuale assetto del Vecchio continente, consegnato all’egemonia tedesca.

 

Tali forze potrebbero sia spingere l’Unione europea verso una riforma, sia portare al suo dissolvimento. In quest’ultimo caso la spinta verso l’adesione alla Ue, usata come un maglio dai ribelli di Maidan per staccare l’Ucraina dalla Russia, andrebbe necessariamente a decadere.

 

Nel primo caso, invece, è possibile che tra i punti di una possibile riforma vi sia lo status associativo dei Paesi dell’Est, la cui adesione al vincolo Ue è stata usata da diverse forze contrarie all’Unione per dissolverla (anzitutto dalla Gran Bretagna, oggi fuori dalla Ue).

 

In entrambi i casi, un (eventuale) nuovo vento europeo porrebbe nuove condizioni con le quali le forze che hanno dato vita alla rivolta, o colpo di Stato, di piazza Maidan, dovranno necessariamente confrontarsi.

 

Insomma, sia che Trump accolga suggerimenti di Kissinger sia che non lo faccia, la sua vittoria sembra destinata ad avere effetti sull’Ucraina.

 

Se si considera che ormai l’Ucraina è uno Stato fallito, tale la condizione nella quale l’ha precipitata il nuovo corso post-Maidan, le prospettive che hanno davanti i dirigenti di Kiev sono alquanto oscure.

 

Non per nulla sono rimasti ghiacciati dalla vittoria di Trump. Anche queste circostanze potrebbero favorire un compromesso distensivo tra Kiev e Mosca.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti