Putin in India: una visita simbolo del nuovo ordine multipolare

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Putin in India: una visita simbolo del nuovo ordine multipolare

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La visita di Stato di Vladimir Putin in India, il 4 e 5 dicembre, segna un momento chiave nelle relazioni tra Mosca e Nuova Delhi e, più in generale, nella trasformazione dell’ordine mondiale verso un assetto pienamente multipolare. Narendra Modi ha accolto personalmente il presidente russo all’aeroporto, sottolineando la natura “privilegiata” della partnership strategica tra i due Paesi.

Il Cremlino ha definito l’incontro un’occasione per affrontare l’intera agenda bilaterale: cooperazione politico-strategica, scambi economici, innovazione scientifica, energia, industria militare e dialogo culturale. È prevista la firma di una dichiarazione congiunta e di nuovi accordi in settori chiave come la mobilità del lavoro, i sistemi di pagamento alternativi alle infrastrutture finanziarie occidentali e il corridoio marittimo Chennai-Vladivostok. Sul fronte della difesa, si discuterà dei caccia Su-57, dei sistemi S-400, e di nuove opportunità industriali congiunte.

La dimensione energetica resta centrale: Rosatom propone piccoli reattori modulari, mentre l’India difende apertamente l’importazione di petrolio russo nonostante le pressioni e i dazi statunitensi. La visita avviene inoltre in un momento in cui Mosca ribadisce la necessità di rispettare gli impegni presi negli anni ’90 sulla non espansione della NATO. Putin, intervistato da India Today, ha ricordato come l’allargamento dell’Alleanza - fino al tentativo di includere l’Ucraina - rappresenti per la Russia una minaccia diretta ignorata dall’Occidente. Ha anche sottolineato che la stessa dichiarazione d’indipendenza ucraina definiva il Paese come “neutrale”.

In questo contesto, l’incontro Modi-Putin assume un valore che va oltre il bilaterale: testimonia la crescente autonomia strategica dell’India e il consolidarsi di un mondo multipolare, dove Washington non è più l’unico centro decisionale.


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