"Solo il voto subito ferma la deriva di un potere illegittimo"

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di Giorgio Cremaschi


Della sentenza della Corte Costituzionale che boccia l'Italicum non mi colpisce tanto la contorta architettura del dispositivo, atta a renderne meno traumatico possibile l'impatto sul sistema politico, ma il pronunciamento in quanto tale.

Che è di una gravità inaudita per un paese che voglia restare una democrazia.

Per la seconda volta di seguito, la legge elettorale votata dal Parlamento della Repubblica viene dichiarata incostituzionale.

E, si badi bene, questo pronunciamento della Consulta non avviene a seguito di una iniziativa delle forze politiche o per qualche pentimento istituzionale, ma per l'azione puntuale e tenace di un manipolo di valorosi giuristi democratici.

Sono loro che con il Porcellum prima, con l'Italicum ora, sono andati dal giudice avviando il percorso che ha portato alla dichiarazione di incostituzionalità delle leggi elettorali. Nelle istituzioni invece silenzio e complicità.

Tre presidenti della Repubblica hanno avuto un ruolo decisivo in queste leggi incostituzionali. Ciampi ha firmato il Porcellum senza obiezioni, come ha poi fatto Mattarella con l'Italicum, mentre Napolitano, eletto due volte da parlamenti frutto dell'incostituzionalità, quando era in carica mai ha messo in discussione la legge elettorale, semmai ha solo cercato di non far votare.

Nel 2006, nel 2008 e nel 2013 ben tre volte i cittadini italiani sono stati chiamati ad eleggere i propri rappresentanti sulla base di una legge elettorale incostituzionale, cioè che non avrebbe dovuto esserci.

Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi hanno tranquillamente governato dopo aver ricevuto il voto di fiducia da un parlamento illegittimo. Un parlamento che ha preso decisioni che influiscono pesantemente sulle nostre vite, dalla legge Fornero, alla Buona Scuola, al Jobsact, all'acquisto degli F35, alle missioni militari in giro per il mondo. Un parlamento che ha approvato il Fiscal Compact vincolando per i prossimi venti anni l'Italia alle politiche di austerità della Unione Europea e che lo ha addirittura inserito nella Costituzione, stravolgendone l'articolo 81.

Un parlamento incostituzionale che infine ha approvato una completa controriforma della Costituzione, corredata da una corrispondente legge elettorale, passata, è bene ricordarlo, con il voto di fiducia.

Sono stati il popolo,  con il suo NO referendario, e le sentenze della suprema magistratura dello stato a fermare questa deriva del sistema istituzionale verso la totale illegittimità. Il popolo, la magistratura, i giuristi ed i cittadini democratici, loro hanno fermato il disastro e non le altre istituzioni, né quelle italiane, né tantomeno quelle europee che della distruzione della nostra Costituzione hanno assoluto bisogno, per imporci il loro volere. 

È una situazione senza precedenti,  per una democrazia, quella di operare nella illegittimità delle sue istituzioni da più di dieci anni, e se non si vuole riprendere a precipitare nella china alla fine della quale c'è solo la formale dittatura, bisogna fermare tutto qui ed ora.

Altro che affidare ad un parlamento squalificato e soprattutto incostituzionale il varo di una terza legge elettorale, magari incostituzionale anch'essa! Altro che il teatrino della politica! Si vada a votare subito, anche con il pasticcio che è venuto fuori dalle sentenze e di cui le varie maggioranze politiche, non le sentenze, hanno colpa. Si metta punto fermo alla catena delle illegittimità e si ricominci a parlare di contenuti materiali delle scelte politiche, e non ancora una volta della governabilità. Principio che da noi ha sviluppato appieno tutte le sue potenzialità antidemocratiche e che ha finito per produrre il suo esatto opposto: la stato confusionale di un sistema illegittimo.

Basta, al voto subito.

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