Fiducia USA in caduta libera: il conto salato della crisi in Medio Oriente
L’indicatore tocca 49,8 punti, il minimo dal 1978, mentre le aspettative di inflazione volano al 4,7% annuo per il timore di una prolungata carenza di beni essenziali
La fiducia economica delle famiglie statunitensi ha registrato ad aprile il livello più basso dall’inizio delle rilevazioni storiche nel 1978. Questo drastico calo coincide con l’acuirsi delle tensioni militari nel Golfo Persico, che ha generato un’ondata di incertezza sulla stabilità finanziaria delle famiglie, come riporta l'emittente teleSUR.
L'indicatore di fiducia si è attestato a soli 49,8 punti, riflettendo un profondo pessimismo di fronte alle aspettative di inflazione che raggiungono già il 4,7% annuo. Questo aumento delle proiezioni sui prezzi è il più marcato registrato negli ultimi mesi, alimentato direttamente dal timore di una prolungata carenza di beni di prima necessità.
La responsabile dei sondaggi, Joanne Hsu, ha sottolineato che la preoccupazione principale dei cittadini riguarda il costo dell'energia e dei beni di largo consumo. Sebbene sia stata annunciata una breve tregua, il sollievo per le tasche dei cittadini è insufficiente a invertire la tendenza negativa che domina l'opinione pubblica statunitense.
Al centro del problema c'è il blocco parziale dello Stretto di Hormuz, un passaggio vitale per il commercio di idrocarburi che ha fatto impennare i costi logistici globali. Questa interruzione non solo incide sul prezzo della benzina nelle stazioni di servizio, ma fa aumentare il costo di beni essenziali come i fertilizzanti e l'alluminio.
L'amministrazione statunitense si trova ad affrontare una pressione crescente, poiché la valutazione della situazione attuale da parte dei consumatori è scesa di oltre il 12% in un anno. Gli analisti avvertono che, se il conflitto diplomatico e militare non verrà risolto, l'economia interna potrebbe entrare in una fase di stagnazione caratterizzata da un'inflazione elevata, dalla quale sarà difficile uscire.
La situazione attuale dimostra come le avventure militari di Washington e dei suoi alleati in Medio Oriente finiscano per incidere direttamente sulla qualità della vita della propria popolazione. Finché i prezzi delle materie prime continueranno a salire, la fiducia dei cittadini rimarrà a livelli critici, minacciando la stabilità del mercato interno e dei consumi.

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