Sul Convegno M5S-Israele : Dialogo o resa incondizionata?

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di Francesco Santoianni



Certo con un iperatlantista come Moavero Milanesi, imposto da Mattarella come Ministro degli Esteri, (il quale ha subito estromesso i suoi sottosegretari da ogni intervento inerenti le “aree di crisi”) resta davvero poco spazio per la compagine governativa Cinque Stelle per dare corpo alle iniziative internazionaliste Cinque Stelle che, fino a qualche tempo fa, suscitavano malriposti entusiasmi. E, forse, è solo da compatire l’imbarazzato silenzio di tanti esponenti Cinque Stelle (ma lo stesso potrebbe dirsi per quelli leghisti) davanti al prostrarsi del Governo Conte all’imperialismo (si veda, ad esempio il rinnovo delle sanzioni alla Siria o alla Russia).


Per questo suscita davvero rabbia lo sciagurato convegno del Movimento Cinquestelle  “Le relazioni Italia-Israele: tra geopolitica, economia e innovazione” organizzato, non si sa a quale titolo dai parlamentari Paolo Lattanzio (“portavoce Movimento Cinque Stelle alla Camera, membro della Commissione Antimafia e capogruppo della Commissione Cultura”) e Antonio Zennaro (“portavoce Movimento Cinque Stelle alla Camera, membro della Commissione Bilancio e Copasir”), ma con il logo M5S ben visibile.


Convegno che, nonostante l’irrilevanza politica di chi l’organizzava, ha visto la partecipazione dell’ambasciatore di Israele in Italia e che ha suscitato l’entusiasmo dei media sionisti, soprattutto alla luce di dichiarazioni dei due parlamentari Cinquestelle  quali: “Lo stato di Israele è uno stato strategico e importante, con cui è necessario dialogare e interagire in maniera sempre maggiore per fare avanzare la stabilità nell'area del Mediterraneo" o “C’è una sensibilità nuova nel Movimento 5 stelle. Il Movimento è una forza politica in evoluzione che sta crescendo e sta imparando perciò anche su queste questioni non possiamo permetterci di essere ideologici e non lo siamo.” o “L’evento di oggi ha anche questo obiettivo: partire dal confronto con uno stato amico, fondamentale nell’area mediterranea e sullo scenario politico globale, senza rimanere bloccati solo sui temi geopolitici”.


Certo, è grave che gli imperscrutabili “vertici” del Movimento Cinque Stelle, sempre così pronti a bacchettare parlamentari in odore di eresia, non si siano ancora degnati di rintuzzare questi osanna in onore di uno Stato che - a parte la quotidiana mattanza a Gaza e il dilagare della pulizia etnica in tutta la Palesina – sta bombardando la Siria e si appresta ad attaccare l’Iran. Ma un quadro ancora più allarmante lo sta rivelando questo convegno nel quale a Israele basta arraffarsi due peones Cinquestelle per dettare la linea politica ad un movimento che aveva avuto il voto di undici milioni di italiani.
 
 

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