L'art.5 esiste ancora? Tre paesi chiavi certificano la morte della NATO

Nonostante il vertice dell'Aia della NATO sia stato dipinto come un successo importanti paesi come UK e Germania si apprestano a firmare trattati di difesa bilaterale raggiungendo così Francia e Polonia che già ne hanno sottoscritto uno. L'articolo 5 del patto atlantico esiste ancora?

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di Giuseppe Masala per l'AntiDiplomatico


Il vertice della Nato tenutosi all'Aia il 25 Giugno scorso è stato dipinto come il trionfo della linea politica di Trump e la netta umiliazione dei paesi europei. In apparenza così stanno le cose: la spesa militare dei singoli paesi che compongono l'alleanza sarà portata gradualmente al 5% del Pil, così come pretendeva (non senza ragioni) il Tycoon newyorkese.

Non solo, in questo vertice, peraltro molto breve per non irritare e annoiare il Dominus americano, i leader europei si sono prodotti in performance di servilismo degne del Ragionier Fantozzi nei confronti del Duca Conte Piercarlo ingegner Semenzara. In particolare ad essersi prodotto nella parte dello sfortunato ragioniere genovese interpretato da Paolo Villaggio, è stato l'ex Premier olandese Rutte, pro tempore Segretario dell'Alleanza Atlantica, che si è visto pubblicare nelle pagine social di Trump un suo messaggino di raro servilismo nel quale tesseva le lodi dell'azione politica di Trump in un modo adulatorio da generare imbarazzo in chiunque.

A dire il vero, una nota dissonante in questo copione c'è stata: il Premier spagnolo Sanchez ha detto chiaramente di ritenere inutili ed abnormi le spese militari che il suo paese sarà chiamato a sostenere se Madrid decidesse di ottemperare a quanto deciso nel vertice in questione.

Al netto dell'oppositore Sanchez, tutti gli altri partecipanti si sono sperticati in dichiarazioni di giubilo “per la ritrovata unità” dell'Alleanza. Ma qualcosa non torna in queste dichiarazioni.

E' certamente vero che risalgono al 2019 le dichiarazioni di Macron nelle quali si diagnostica la morte celebrale dell'Alleanza Atlantica; ma a rinfrescare il concetto ci ha pensato il Ministro della Difesa italiano Crosetto che ha dichiarato la Nato come una organizzazione “inutile”, appena qualche giorno prima del vertice dell'Allenza. Dunque il tema dell'utilità della NATO rimane ancora oggi sul tavolo.

Al di là delle comunque importanti ed emblematiche dichiarazioni, ci sono anche atti concreti di paesi facenti parte dell'Alleanza a porre in dubbio che tra i paesi europei ci sia cieca fiducia nella NATO.

Appena agli inizi di Maggio di quest'anno infatti a Nancy, il presidente francese Macron e il primo ministro polacco Tusk hanno firmato un trattato bilaterale di Mutua Difesa. Non occorre scomodare Aristotele per comprendere che c'è qualcosa che non va a livello logico: a che cosa serve che Francia e Polonia sottoscrivano un trattato di mutua difesa se entrambi i paesi sono già obbligati alla mutua difesa ex articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico?

A dimostrazione che c'è qualcosa che non va è proprio la notizia divulgata da Politico.com che anche la Germania e la Gran Bretagna si apprestano a sottoscrivere un trattato bilaterale di difesa. Anche in questo caso vale la stessa domanda di prima: perché Londra e Berlino firmano un trattato di mutua difesa se entrambi i paesi sono già obbligati ad un patto di mutua difesa sancito dal Trattato dell'Atlantico del Nord al suo art.5?

E' chiaro che la risposta a questa domanda è semplice: i paesi componenti la Nato firmano patti bilaterali di mutua difesa perché sanno già che quanto previsto all'articolo 5 del trattato Atlantico è, di fatto, irrealizzabile. In sostanza la NATO è solo una organizzazione burocratica e un erogatore di risorse finanziarie pubbliche. Dal punto di vista militare il Patto Atlantico è già una tigre di carta e i suoi componenti lo sanno perfettamente, tant'è che si organizzano in patti e assi bilaterali tipici dell'Europa della prima metà del secolo scorso.

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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