Tribunale israeliano blocca cura contro il cancro per un bambino di 5 anni perché residente a Gaza

2913
Tribunale israeliano blocca cura contro il cancro per un bambino di 5 anni perché residente a Gaza

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Un tribunale israeliano ha respinto una petizione che chiedeva cure mediche salvavita per un bambino palestinese di cinque anni malato di cancro, consentendo alle autorità di continuare a bloccargli l'accesso alle cure solo perché il suo indirizzo ufficiale è registrato a Gaza, nonostante viva da anni nella Cisgiordania occupata.

Domenica, il tribunale distrettuale di Gerusalemme si è pronunciato contro una petizione presentata dal Gisha Legal Centre for Freedom of Movement, che chiedeva il permesso al bambino, identificato come Mohammad Ahmad Abu Asad, di entrare in Israele per ricevere cure urgenti presso lo Sheba Medical Centre.

Secondo Gisha, il bambino risiede con la sua famiglia in Cisgiordania dal 2022, dove inizialmente ha ricevuto cure mediche non disponibili a Gaza.

Dopo aver esaurito le possibilità di cura in Cisgiordania, i suoi medici hanno stabilito che necessitava urgentemente di immunoterapia con anticorpi seguita da un trapianto di midollo osseo, un trattamento non disponibile localmente.

Nonostante le valutazioni mediche avvertissero che il trasferimento del bambino all'estero avrebbe potuto metterne a repentaglio la vita, la corte ha rifiutato di intervenire nella decisione dello Stato, approvando di fatto la politica radicale di Israele che impedisce ai palestinesi registrati a Gaza di entrare in Israele dallo scoppio della guerra nell'enclave nell'ottobre 2023.

Nella sua sentenza, la corte ha accettato la posizione dello Stato secondo cui ai residenti di Gaza era vietato entrare in Israele "per qualsiasi scopo", una decisione che, secondo Gisha, equivale a una condanna a morte per i bambini gravemente malati.

"Il significato di questa sentenza è che la corte sta fornendo sostegno a una politica illegale che di fatto condanna i bambini a morte, anche quando è possibile ottenere cure salvavita", si legge in una dichiarazione di Gisha.

Il gruppo per i diritti umani ha affermato che il caso illustra le conseguenze devastanti di una politica che nega ai palestinesi l'accesso alle cure mediche esclusivamente sulla base del loro indirizzo registrato, anche quando non risiedono a Gaza, e non sono state mosse accuse di sicurezza nei loro confronti.

Il giudice israeliano Ram Winograd ha stabilito che non vi erano prove sufficienti per dimostrare che il bambino non potesse essere trasferito in Giordania per le cure, nonostante il parere di un medico israeliano che aveva avvertito che un viaggio del genere avrebbe potuto comportare gravi rischi.

La corte ha inoltre criticato la famiglia per non aver dimostrato sufficienti sforzi per ottenere cure in un paese terzo attraverso l'Allenby Crossing.

La sentenza ha rilevato che una petizione più ampia che contesta il divieto assoluto di accesso alle cure mediche imposto da Israele ai pazienti di Gaza è attualmente pendente presso l'Alta Corte di giustizia e, su tale base, si è astenuta dal concedere un risarcimento individuale nel caso del bambino.

Secondo quanto riportato dai media, il bambino non è più in grado di camminare, ha un sistema immunitario gravemente indebolito e necessita di farmaci per controllare le convulsioni e la pressione sanguigna.

Sua madre ha avvertito che la sua vita è in pericolo immediato, sottolineando che suo padre è morto della stessa malattia due anni fa.

Gisha ha denunciato che la decisione della corte costituisce una palese violazione degli obblighi di Israele in quanto potenza occupante ai sensi del diritto internazionale, in particolare del suo dovere di proteggere il diritto alla vita e alla salute della popolazione civile sotto il suo controllo.

La sentenza giunge in un momento di diffuse critiche alle restrizioni imposte da Israele alle evacuazioni mediche per i palestinesi, restrizioni che, secondo i gruppi per i diritti umani, si sono intensificate notevolmente dall'ottobre 2023.

Secondo le autorità di Gaza, migliaia di palestinesi feriti e malati sono morti a causa del collasso del sistema sanitario e del divieto imposto da Israele sulle uscite per motivi medici.

I gruppi per i diritti umani palestinesi e internazionali hanno ripetutamente avvertito che le politiche di Israele equivalgono a una punizione collettiva, e che i bambini sono tra i soggetti più gravemente colpiti.

__________________________________________________

L’INFERNO DEL GENOCIDIO A GAZA

ACQUISTALO ORA

"Questo genocidio non si è limitato a distruggere la mia vita o tutto ciò che possedevo: è andato ben oltre. Mi ha distrutto dall’interno.
Ha spazzato via la pace dal mio cuore, ha frantumato la stabilità della mia mente e mi ha contagiato con una strana sindrome dell’anima. "

Potrebbero benissimo essere parole di un sopravvissuto alla Shoah… 
In realtà sono parole di Wasim Said, sopravvissuto al genocidio a Gaza autore di questa testimonianza esclusiva:

https://www.ladedizioni.it/prodotto/linferno-del-genocidio-a-gaza/

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti