E se in Ucraina vincesse la Cina?

2230
E se in Ucraina vincesse la Cina?


di Diego Angelo Bertozzi
 
Dal braccio di ferro tra Usa e Russia (e in sottordine Europa) sull’Ucraina, potrebbe uscire presto un vincitore: la Cina popolare. Ad emettere questa previsione è la rivista statunitense The National Interest, anche questa volta assai critica nei confronti dell’indecisione dell’amministrazione Obama (sul referendum in Crimea “si rilasciano dichiarazioni e nulla più”). Secondo Dimitri K. Simes e Paul J. Sanders gli Usa hanno fallito sin dall’inizio preferendo al coinvolgimento della Russia, l’estremismo anti-russo della piazza di Kiev, gettando così benzina sul fuoco e creando una frattura sempre più insanabile nel Paese. L’intervento di Mosca è la logica conseguenza. 
 
Ed ora - come successo in precedenza con la Siria - si è giunti alle “dichiarazioni audaci e moralistiche”, alle condanne attraverso “comunicati stampa pomposi” ai quali non potranno seguire fatti (“l’opzione militare contro la Russia non è credibile”), danneggiando ulteriormente l’immagine degli Stati Uniti nel Mondo, e incoraggiando i nemici (“troppe chiacchiere e nessun fatto”). In gioco è quindi la credibilità stessa di Washington: “Al di fuori dell’Europa, in pochi sembrano avere l’intenzione di mettere in discussione i propri legami con la Russia per la Crimea. Il Brasile e l’India adotterebbero questo approccio? E che dite della Corea del Sud e del Giappone? Speriamo che il presidente Obama non creda davvero alla sua retorica su un'inesistente ‘comunità internazionale’”.
 
Anche la tentazione di isolare Mosca potrebbe portare a risultati controproducenti: “la Russia potrebbe riorientare la sua politica verso l’Iran, la Siria e il Venezuela, dove Mosca potrebbe creare molti più problemi di quanto ce ne sono ora”. E questi problemi - ammoniscono gli autori - potrebbero avere le poco rassicuranti forme dei rifornimenti militari. E poi c’è la Cina che, sebbene non abbia preso una chiara posizione su una possibile annessione russa della Crimea, ha espresso ben pochi dubbi sulle responsabilità occidentali in Ucraina. E una Russia isolata si rivolgerebbe ad Est, rafforzando ancora di più l’intesa strategica con Pechino con la vendita di tecnologia militare high-tech e il sostegno diplomatico alle rivendicazioni territoriali cinesi.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti