Libra: il petrolio del Brasile che fa contenti tutti, anche Dilma

2029
Libra: il petrolio del Brasile che fa contenti tutti, anche Dilma

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La vittoria dell'asta di uno dei più importanti bacini petroliferi del mondo da parte di un conosorzio guidato dalla brasiliana Petrobras, potrebbe essere riassunta con il motto: "massima resa, minima spesa".
Il campo petrolifero in questione é quello brasiliano dal suggestivo nome di Libra e l'asta se la sono aggiudicata un'interessante quanto "sorprendente" cordata di aziende del settore: Petrobras appunto, la francese Total, e l'anglo-olandese Shell e piccole partecipazioni delle cinesi Cnooc e Cnpc.
Ciò che ha sopreso, come si apprende da Folha de Sao Paulo e da Reuters Brazil, sono state il basso prezzo di aggiudicazione e la non presentazione all'asta di alcuni importanti player come Exxon e Chevron oltre all'annunciata perdita di interesse della spagnola Repsol, che avrebbe coinvolto anche il colosso cinese Sinopec.
Libra é un bacino che potrebbe dare a Brasilia nei prossimi 30 anni quasi 400 miliardi di dollari di ricavi a fronte di una
produzione di 20 miliardi di greggio di ottima qualità.
L'opposizione al Governo grida allo scandalo sottolineando come non ci sia stata vera competizione. Invece Dilma Rousseff e l'esecutivo verdeoro anche in chiara ottica prossime elezioni presidenziali sorridono e molto.
Gli unici che invece sono scontenti sono una parte di brasiliani scesi in piazza per manifestare contro, secondo loro,
una svendita di stato di concessioni statali ai privati.

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