Libra: il petrolio del Brasile che fa contenti tutti, anche Dilma
La vittoria dell'asta di uno dei più importanti bacini petroliferi del mondo da parte di un conosorzio guidato dalla brasiliana Petrobras, potrebbe essere riassunta con il motto: "massima resa, minima spesa".
Il campo petrolifero in questione é quello brasiliano dal suggestivo nome di Libra e l'asta se la sono aggiudicata un'interessante quanto "sorprendente" cordata di aziende del settore: Petrobras appunto, la francese Total, e l'anglo-olandese Shell e piccole partecipazioni delle cinesi Cnooc e Cnpc.
Ciò che ha sopreso, come si apprende da Folha de Sao Paulo e da Reuters Brazil, sono state il basso prezzo di aggiudicazione e la non presentazione all'asta di alcuni importanti player come Exxon e Chevron oltre all'annunciata perdita di interesse della spagnola Repsol, che avrebbe coinvolto anche il colosso cinese Sinopec.
Libra é un bacino che potrebbe dare a Brasilia nei prossimi 30 anni quasi 400 miliardi di dollari di ricavi a fronte di una
produzione di 20 miliardi di greggio di ottima qualità.
L'opposizione al Governo grida allo scandalo sottolineando come non ci sia stata vera competizione. Invece Dilma Rousseff e l'esecutivo verdeoro anche in chiara ottica prossime elezioni presidenziali sorridono e molto.
Gli unici che invece sono scontenti sono una parte di brasiliani scesi in piazza per manifestare contro, secondo loro,
una svendita di stato di concessioni statali ai privati.

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