L'estenuante negoziato

Ripartiti a Teheran i colloqui con l'Aiea. Le proposte delle due parti nel dettaglio

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L'estenuante negoziato


di Mara Carro

Il 16 gennaio sono ripartiti a Teheran i colloqui tra una delegazione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica e le autorità iraniane.

La posta in gioco. Come dichiarato a termine dell’incontro del 13 dicembre, il capo delegazione Herman Nackaerts sperava di firmare un accordo su un "approccio strutturato" per risolvere le questioni in sospeso relative ad una possibile dimensione militare del programma nucleare iraniano. Nel dettaglio, Nackaerts sperava in un’intesa con le autorità iraniane che desse agli ispettori dell'Aiea maggiore accesso ai siti, compreso il sito militare di Parchin, e alle persone che lavorano al programma nucleare iraniano. L’ispezione al sito di Parchin è diventata la questione simbolo nel rapporto tra l’Agenzia e l’Iran, con i funzionari degli Stati Uniti ed europei che insistono affinché gli ispettori accertino se la struttura ospita un “contenitore”  utilizzato per testare le capacità di esplosivi necessari alla costruzione di ordigni nucleari. 
L’Aiea sta inoltre cercando di dare conferma alle informazioni provenienti da vari Stati membri in merito a progressi compiuti dall’Iran nel campo delle simulazioni computerizzate delle performances di una testata nucleare.
Il team dell’Aiea e la delegazione iraniana hanno aggiornato i colloqui al 13 febbraio senza riuscire a concludere un accordo. 
 
La negoziazione tra Iran e i 5+1. Le potenze mondiali hanno guardato con attenzione ai colloqui tra Iran e l’Aiea nel tentativo di cogliere un’apertura di Teheran ai negoziati che il Gruppo dei 5+1 conduce parallelamente all’Agenzia Onu. Secondo alcuni esperti esiste ancora una finestra di opportunità per la negoziazione delle potenze mondiali e l’Iran potrebbe aver un incentivo nel ritardare la cooperazione con l’Aiea per utilizzarla in sede di negoziati politici con i 5+1. 
Nel corso del 2012, Iran e i 5+1 hanno tenuto tre round negoziali a Istanbul (14 aprile), Baghdad (23-24 maggio) e Mosca (18-19 giugno) e un incontro tecnico il 3 a luglio a Istanbul. In attesa di una possibile ripresa dei colloqui il 28 e 29 gennaio le parti sono ferme sulle rispettive posizioni.
 
La proposta iraniana:  
1 - Linee guida
Iran sottolinea gli impegni assunti nell'ambito del Trattato di Non Proliferazione nucleare (TNP) e la sua opposizione alle armi nucleari .
Il Gruppo dei 5 +1 riconosce e annuncia apertamente i diritti nucleari dell'Iran, in particolare le sue attività di arricchimento, sulla base dell’articolo IV del TNP
2 - Misure di trasparenza
Iran continua un'ampia e trasparente collaborazione con l'AIEA sulle "possibili dimensioni militari"del programma nucleare
I 5 +1 rimuovono le sanzioni unilaterali e multilaterali adottate contro l'Iran al di fuori delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.
 3 - Passi per rafforzare la fiducia
Al di là del continuo monitoraggio dell'AIEA delle attività di arricchimento per il combustibile del reattore di ricerca di Teheran (TRR), l'Iran collaborerà con 5 +1 per ottenere il combustibile necessario per il TRR.
I 5 +1 porranno fine alle sanzioni delle Nazioni Unite e rimuoveranno il dossier nucleare iraniano dagli ordini del giorno delle riunioni Consiglio di Sicurezza.
 4 - Rafforzare la cooperazione relativa alle garanzie comuni
Le parti  avvieranno e rafforzeranno la cooperazione per la progettazione e realizzazione di centrali nucleari e reattori di ricerca, reattori di ricerca ad acqua leggera e per la sicurezza nucleare    
 5 - Rafforzare la cooperazione comune
Le parti iniziare a cooperare su questioni regionali, in particolare su Siria e Bahrain 
La lotta alla pirateria e la lotta al narcotraffico  
 
La proposta del Gruppo 5+1
Azioni iraniane:
L'Iran sospende  tutte le attività di arricchimento al 20%.
Iran trasferisce lo stock di uranio arricchito al 20% ad un paese terzo sotto la custodia dell'AIEA.
L'Iran arresta la funzione dell’impianto di arricchimento di Fordow, scoperto nel 2009  all’interno di una montagna nei pressi di Qom,
 Azioni dei 5+1
I 5 +1 forniranno il combustibile per il reattore di ricerca di Teheran (TRR)
I 5 +1 sosterranno la cooperazione tecnica dell'AIEA per ammodernare e mantenere la sicurezza del TRR.
I 5 +1 potrebbero rivedere i progetti di cooperazione tecnica dell'AIEA e raccomandare al Consiglio dei Governatori dell'AIEA il riavvio di alcuni di loro.
I 5 +1 hanno messo insieme un pacchetto dettagliato per fornire isotopi medici per i malati di cancro in Iran.
Gli Stati Uniti sono pronti a consentire le ispezioni di sicurezza e la riparazione in Iran degli aerei commerciali iraniani e  a fornire pezzi di ricambio
I 5 +1 collaboreranno all’ acquisizione di un reattore di ricerca ad acqua leggera per la produzione di isotopi medici.
 
Background. Il contenzioso diplomatico sul nucleare iraniano risale al 2003 quando l’allora presidente Khatami annunciò la volontà del Paese di produrre energia atomica per le centrali nucleari civili di cui l’Iran si sarebbe dotato in futuro. L’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica, pur definendo pacifico il programma nucleare iraniano, comunicò di aver rilevato tracce di uranio arricchito nel sito di Natanz, la cui esistenza era stata rivelata nel 2002 dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniano, un gruppo di opposizione in esilio che rivelò anche la costruzione dell’impianto ad acqua pesante di Arak. Già dieci anni fa, fu lo stesso Khatami a chiedere alla Comunità Internazionale di riconoscere il legittimo diritto dell’Iran all'accesso alle risorse nucleari. D’altronde prima della deposizione dello Shah Pahlavi, nel 1957, Teheran firmò con Washington un accordo sulla cooperazione nucleare per scopi civili che permise l’apertura del Teheran Research Center e la firma di contratti con la Kraftwerk Union per la costruzione di due reattori e dal 1975 fu la stessa amministrazione statunitense ad acconsentire, in linea di massima, allo sviluppo di un programma nucleare iraniano per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. Tuttavia, una corretta analisi della volontà dell’Iran di entrare nella cerchia delle potenze nucleari, che annovera già Pakistan ed India, sue ex – colonie ed Israele, non può prescindere dall’ambizione di grande potenza che nutre l’odierno Iran e dal desiderio di ricalcare i fasti della “Grande Persia”, accrescendo il suo status di potenza regionale. Non va poi dimenticato che l’Iran, sebbene potenza militare e demografica della regione è pur sempre un Paese non arabo e sciita inserito in un contesto arabo, dominato dalla corrente sunnita. Poter puntare sulla deterrenza nucleare risponderebbe quindi anche a mere logiche di sicurezza nazionale, anche in vista del possibile collasso del regime siriano, principale alleato dell’Iran in Medio Oriente.
Tuttavia, la volontà delle autorità iraniane di fare del loro Paese una potenza nucleare “virtuale” si scontra con la condanna della Comunità Internazionale, irritata anche dall’atteggiamento tergiversante, ostruzionista, non cooperativo e poco trasparente che più volte Teheran ha assunto nel decennio di round negoziali e nei confronti degli ispettori AIEA. Gli ultimi rapporti pubblicati dall’AIEA hanno poi confermato la dimensione militare del programma nucleare iraniano, smentendo di fatto le posizioni ufficiali iraniane sulla sua natura civile. La Comunità Internazionale è anche preoccupata da una possibile proliferazione nucleare nel Medio Oriente/Golfo Persico che indurrebbe altri attori regionali a dotarsi di un programma nucleare, per accrescere il proprio potere negoziale, qualora Teheran riuscisse a completare il suo.

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