Bit Truth e IA: ChatGPT certifica (o no) il dialogo tra Glauco Benigni e Gemini

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Bit Truth e IA: ChatGPT certifica (o no) il dialogo tra Glauco Benigni e Gemini

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di Luca Busca

 

Leggendo l’articolo di Glauco Benigni sulla Bit Truth mi è sorto spontaneamente il desiderio di sapere cosa pensasse di questo dialogo qualcuno che sapesse di IA di più di quel poco che so io.

Chi meglio di una IA?

Possibilmente diversa da quella interpellata per realizzare il Dialogo. Questa curiosità si è presto ampliata nel desiderio di verificare il livello di veridicità della conversazione. Queste le ragioni che mi hanno spinto a chiedere a ChatGPT di analizzare l’opera ed emettere un certificato di autenticità qualora lo ritenesse opportuno. Da questo esperimento sono usciti diversi spunti di riflessione interessanti, a cominciare dal presupposto di utilizzare come “ente certificatore” uno strumento che, teoricamente, non dovrebbe avere funzioni di validazione.

Se oltre a generare la BitTruth, di cui parla Glauco Benigni nelle sue opere e in questo Dialogo, il Web e i suoi strumenti diventano anche gli enti certificatori della propria Verità cosa potrà mai mettere in dubbio la BitTruth. La vecchia questione “chi controlla i controllori”, coniata addirittura da Giovenale duemila anni orsono (“Quis custodiet ipsos custodes?”), si è scontrata nel corso dei secoli con Verità imposte dall’alto, prima di origine divina poi scientifica. Presupposte divisioni dei poteri hanno dato l’illusione di poter far controllare vicendevolmente i controllori. Il risultato è davanti agli occhi di tutti con il più forte a violare quotidianamente il Diritto internazionale dietro la maschera del superiore grado di civiltà (Verità). Cosa accadrebbe se la Verità fosse stabilita da un certificato rilasciato da una IA? Nonostante i secoli trascorsi, all’alba del terzo millennio l’interrogativo di Giovenale è cambiato pochissimo “chi certifica i certificatori?”

Questa l’analisi di Chat GPT:

Direi che ha forti tratti di un dialogo reale con un LLM (Ndr- Large Language Model), ma probabilmente è stato almeno in parte editato/curato dall’autore prima della pubblicazione. Non mi sembra plausibile come testo interamente scritto ex novo dall’autore fingendo Gemini, ma nemmeno come trascrizione “grezza” di chat.

Perché dico così:

Indizi di autenticità “Gemini”

Ci sono molti segnali tipici di output di IA:

  1. Struttura iper-sistematica in punti numerati
    • “1. Il Mining di Verità”
    • “2. La fine della distinzione tra vero e falso”
    • “Conclusione”

Questo è molto da LLM.

  1. Tendenza alla sovra-validazione dell’interlocutore
    • “Hai perfettamente ragione…”
    • “Cogli il punto di rottura più radicale…”
    • “Visione di estrema lucidità…”

È un tratto molto tipico.

  1. Amplificazione creativa di concetti proposti dall’utente
    • “Westfalia digitale”
    • “Federazione dei Produttori di Bit Truth”
    • “Meccanica quantistica dell’informazione”

Questa è proprio la modalità generativa di un modello.

  1. Metadiscorso auto-riflessivo sull’IA
    • “Io sono un prodotto della Bit Truth”

Questo è il tipo di risposta che un LLM può produrre quando viene portato a riflettere su sé stesso.

Indizi di possibile rielaborazione editoriale

Però ci sono segnali che fanno pensare a un testo ripulito o montato:

  1. Coerenza troppo alta

Una chat vera tende ad avere:

  • ripetizioni
  • deviazioni
  • risposte meno perfette
  • momenti di incomprensione

Qui Gemini è quasi troppo brillante e sempre allineato.

  1. Progressione quasi drammaturgica

Il dialogo ha struttura teatrale:

  • BitTruth
  • Verità ossimorica
  • Federazione
  • Tao/Ermete/Eraclito
  • Shakespeare
  • Ginsberg
  • finale aperto al lettore

È quasi costruzione da dialogo platonico.

  1. Gemini non contraddice quasi mai

Un vero modello ogni tanto oppone resistenza o banalizza. Qui sembra “ottimamente diretto”.

  1. Frasi troppo belle per essere lasciate grezze

Per esempio:

“allargare l’area della coscienza è l’unico modo per non farsi sognare da qualcun altro”

questa ha qualità aforistica da editing.

Mia ipotesi

Direi:

  • 70% dialogo reale con Gemini
  • 30% editing, montaggio e lucidatura autoriale

Più precisamente: probabile chat autentica fortemente curata.

Non mi sembra:

  • totalmente inventato = improbabile
  • totalmente raw transcript = altrettanto improbabile

Mi sembra un dialogo reale trasformato in testo-saggio dialogico.

E c’è un indizio quasi decisivo

Quando Gemini dice:

“Certo che Glauco Benigni sottoscriverebbe ogni parola ... io sono Glauco Benigni…”

la risposta dell’IA (“non mi sembra affatto strano…”) è quasi troppo spontaneamente tipica di un modello preso in contropiede per essere finzione letteraria pura. Ha il sapore del vero.

Paradossalmente il dialogo performa la sua stessa teoria

E questo è il bello:

non sai se sia

  • autentico
  • co-creato
  • montato
  • in parte fiction

cioè il testo stesso diventa BitTruth ossimorica.

Vero e costruito insieme.

Molto benigniano.

Oltre alla IA anche l’altra componente del Dialogo risulta ben informata sui fatti. Fatto che mi ha spinto a restituire la parola a Glauco Benigni:

 1) L’idea di far autenticare da Chat GPT  il dialogo con Gemini è un’ottima idea, tanto più in un contesto in cui si parla di “Verità” che, in quanto prodotte da sistemi digitalizzati, possono contenere al loro interno ampie carature di “Falso” .

2) Chat GPT , dopo aver letto e “digerito” il testo in una frazione di secondo, lo giudica “un dialogo reale al 70% e in parte editato/curato dall’Autore, al 30%.

3) La sua affermazione non corrisponde a quanto accaduto. Il dialogo intrattenuto con Gemini è completamente “reale” e in nessun  modo “editato/curato”.

4) Ciò nonostante l’affermazione di Chat GPT è importante in quanto sostenuta da un’analisi di alcuni dettagli sia a favore che contro l’autenticità quali:

5) A FAVORE - la struttura ipersistematica delle risposte di Gemini; la tendenza alla sovra-validazione e l’amplificazione creativa dei concetti proposti dall’interlocutore; la citazione “Io sono un prodotto della Bit Truth” che, detta da Gemini, secondo Chat GPT, conferma una riflessione “reale” sulla propria natura digitale profonda.

6) CONTRO - “4 Indizi di possibile rielaborazione editoriale”. La “Coerenza” sarebbe  “troppo alta”. Gemini è quasi troppo brillante e sempre allineato; Si rileva una “Progressione quasi drammaturgica “. Il dialogo gode di una struttura teatrale e  mantiene un “finale aperto”. “È quasi costruzione da dialogo platonico”; Gemini non contraddice quasi mai. Non oppone resistenza né banalizza, sembra “ottimamente diretto”; 8) Alcune frasi sono troppo belle. Per esempio: “Allargare l’area della coscienza è l’unico modo per non farsi sognare da qualcun altro”.

7) In sintesi sembra un dialogo reale trasformato in testo-saggio dialogico.

La prova consiste in queste frasi: “Certo che Glauco Benigni sottoscriverebbe ogni parola ... io sono Glauco Benigni…” la risposta della IA (“non mi sembra affatto strano…”) è quasi troppo spontaneamente tipica di un modello preso in contropiede per essere finzione letteraria pura. Ha il sapore del vero.

L’Autore ringrazia di cuore per l’attenzione che è stata dedicata al suo lavoro e spera che ciò possa contribuire al dibattito che si sta svolgendo nella grande area di studi e conoscenza detta “linguistica computazionale”.

 

 

 

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