Dagli all'untore

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Dagli all'untore

Secondo il sondaggio di un importante quotidiano berlinese, der Tagesspiegel, la maggioranza dei tedeschi vorrebbe una qualche forma di punizione per chi rifiuta il vaccino. Un articolo apparso sullo stesso quotidiano solidarizza con la rabbia dei vaccinati contro i non vaccinati i quali vengono stigmatizzati come popolo medioevale, senza scrupoli e soprattutto senza senso civico. Intanto l’economista sanitario governativo Karl Lauterbach (Partito Socialdemocratico), annuncia giornalmente su tutti i media mainstream e i talk show di cui è ospite fisso da un anno e mezzo, catastrofi e contagi apocalittici da Covid-19. E sebbene venga continuamente smentito dalla realtà (l’ultimo granchio: aveva previsto un boom di Covid-19 in conseguenza degli europei di calcio in Inghilterra e invece i contagi sono diminuiti), continua a godere della massima fiducia di media, politici e cittadini. 

Sul fronte vaccino, nonostante le alte percentuali di vaccinati -il 63% della popolazione tedesca ha ricevuto almeno una dose di siero salvifico mentre il 53% ha fatto il pieno con due- l’istituto superiore della Sanità tedesca segnala un’incidenza superiore all’estate scorsa, quando il prodotto di Big Pharma non era ancora disponibile. Tutta colpa della variante Delta, tuona Lauterbach, e dei non vaccinati aggiungono i media indicando il bersaglio da colpire. I dati che farebbero pensare a una trasmissione del virus anche tra vaccinati non vengono presi in considerazione. Da noi le cose non sono molto diverse. Mentre Draghi esorta paternalisticamente tutti i cittadini a vaccinarsi e rispettare il Green Pass per il bene del Pil, i virologhi televisivi non ci vanno per il sottile e minacciano direttamente chi rifiuta il siero: a ottobre poi non venite a piangere negli ospedali. 

L’impressione è che questa sfilza di minacce stia preparando il campo a una campagna di colpevolizzazione dei non vaccinati a cui eventualmente addossare gli insuccessi delle politiche sanitarie governative e dei vaccini. Qualcuno, infatti, incomincia a sospettare che forse il siero salvezza sia un’arma spuntata. A livello sanitario funzionicchia ma rimane un farmaco approvato in via condizionata la cui efficacia deve essere verificata di anno in anno, il che non lo rende nemmeno lontanamente paragonabile al vaccino contro il vaiolo o quello contro la Tbc. Mentre è certo che funzioni a meraviglia come strumento di biopotere foucaultiano per sorvegliare e punire. Per questo i governi lo impongono e i media lo esaltano oscurandone i contorni negativi. Anche i social fanno la loro parte dando spazio a notizie come la dichiarazione dell’attrice Jennifer Aniston, la quale annuncia di aver rotto i legami con amici e conoscenti non vaccinati. L’incitamento alla discriminazione sociale dei non vaccinati non potrebbe essere più chiara. In un suo recente articolo per il quotidiano tedesco die Welt, la giornalista tedesca Sarah Pines che risiede a New York, descrive la fobia dei vaccinati nei confronti dei non vaccinati, ai quali la società sta chiudendo tutte le porte. 

Si tratta di un meccanismo viscido ma antico come il mondo che sfrutta la frustrazione delle classi subalterne. Inginocchiarsi davanti a chi sta in alto e schiacciare chi è in basso, scriveva Heinrich Mann, fratello di Thomas. Nel suo romanzo capolavoro “Il suddito” ambientato nella Germania dell’età guglielmina, il protagonista è una specie di Fantozzi ante litteram, servile coi potenti ma ferocissimo coi sottoposti nella sua smania di ascesa sociale. Il prefetto ritratto del cittadino medio che vorrebbe essere re ma è destinato alla sottomissione totale. Inutile girarci intorno, stiamo tornando lì, all’uomo prerepubblicano che ha perso ogni capacità di emanciparsi ed è disposto all’asservimento totale. Epperò visto che non gli è più concesso sfogare la sua frustrazione di dominato e bullizzato contro neri, ebrei o omosessuali, si è fabbricata una nuova categoria di cittadini di serie B contro cui scagliarlo senza infrangere il dogma del politically correct; vale a dire con il beneplacito del potere. 

Nel caso i tempi diventassero più cupi basterà soffiare appena un po’ sul venticello dell’odio per avere un capro espiatorio perfetto a cui addebitare perfino un’eventuale contrazione del Pil. 

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