Golpe in Russia. Arriva la risposta di Prigozin a Putin

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Golpe in Russia. Arriva la risposta di Prigozin a Putin

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di Marinella Mondaini 

Prigožin ha rifiutato di deporre le armi e arrendersi. Questa la sua risposta al Presidente della Federazione russa Putin che questa mattina si era rivolto alla nazione:

“Il Presidente si è sbagliato, non siamo traditori della Patria, siamo patrioti. Abbiamo combattuto e combattiamo. Tutte le unità “Wagner”. E nessuno, su richiesta del Presidente, dell’FSB, intende costituirsi, perché noi non vogliamo che il paese continui a vivere nella corruzione, imbroglio e burocrazia. Tutti coloro che oggi si oppongono a noi, si sono raccolti intorno alla feccia …. peccato, il paese presto avrà un altro Presidente”.

Kadyrov ha definito la rivolta armata di Prigožin un tradimento e i combattenti ceceni si sono recati nelle zone della tensione per affrontare il gruppo Wagner. Le unità di Prigožin hanno oltrepassato Voroneš e stanno muovendo attraverso il territorio di Lipeck verso Mosca – Scrive il suo canale e ha posto anche un video per dimostrarlo. Prigožin ha dichiarato che hanno aperto il fuoco contro un elicottero delle forze armate russe sopra Voroneš!

Wagner andrà fino in fondo e ciò significa che sin da oggi potrà esser versato il sangue.

La situazione è gravissima, follemente, incredibilmente grave!

Il leader della Wagner era un suo amico, amico stretto per Putin e Putin gli aveva accordato totale fiducia, l’Esercito gli aveva dato aerei, mezzi militari, attrezzature, e ora questo pugnalata al presidente e al paese. Qualche anno fa un giornalista russo chiese a Putin “Ma Lei sa perdonare? Putin: “Sì,certo”, il giornalista lo incalzò: “Ma c’è una cosa che non può perdonare? Putin: “Sì, il tradimento”.

Immaginiamo solo per attimo che cosa sente, che cosa prova dentro adesso Putin!

Putin non perdonerà, tanto più che oltre al tradimento di un amico c’è il tradimento della Patria! Anche Putin andrà fino in fondo. Ma non per sé, Putin, come legittimo presidente, non può fare altro che portare avanti fino in fondo il suo impegno preso davanti al popolo: difendere la Patria.

Sì Prigožin era eroe della Russia, aveva 3 stelle di Eroe della Russia e della repubblica di Doneck, per le sue imprese, per aver sostenuto con coraggio e abnegazione la battaglia della Russia contro i nazisti di Kiev sin qui. I problemi c’erano sì, nell’esercito russo con le forniture e in altre cose, ma ciò è normale quando la Russia si è trovata di fronte tutta l’armata nazista dell’Occidente, diretta a distruggerla, impiegando ogni mezzo, compreso una propaganda talmente sottile e subdola che trae in inganno anche i più fervidi.

La Russia non era, diciamo, pronta per questa guerra, infatti l’intervento era pensato solo come “operazione speciale”, non si aspettava che la CIA, i servizi britannici avessero piegato e costretto oramai 50 Stati a combattere contro la Russia in Ucraina con ogni tipo e miliardi di armi! Prigožin poteva risolvere tutto parlando, avrebbe potuto telefonare a Putin ogniqualvolta si fosse presentata la necessità di risolvere un problema. Se aveva mire politiche avrebbe potuto avanzarle dopo la vittoria, la fine dell’Operazione speciale in Ucraina. Ma no, lui voleva fare l’eroe fino in fondo, i successi gli hanno dato alla testa, vuole diventare “presidente” proprio adesso, approfittando del momento in cui tutte forze della Russia sono impiegate in Ucraina ad affrontare i nemici occidentali che già stanno festeggiando, al nazi clown sanguinario che sta godendo è stato fatto un altro regalo, ma che provenisse proprio da Prigožin - nessuno se lo aspettava, almeno che fino a questo punto arrivasse la sua follia - è un dolore indicibile.

A Rostov sul Don si sentono esplosioni adesso….


Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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