Huegbeadan Fofonin Appolinaire: per scoprire la libertà di parola si va in Russia

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Huegbeadan Fofonin Appolinaire: per scoprire la libertà di parola si va in Russia

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Il giovane studioso, blogger e leader della comunità della Repubblica del Benin Huegbeadan Fofonin Appolinaire condivide, in esclusiva per L'Antidiplomatico, le proprie vedute sul neocolonialismo e sulla libertà di parola.

di Natalya Vinkler


– Sig. Appolinaire, immagino che gli europei troveranno sorprendente o perfino scioccante la sua opinione costruita attorno al confronto tra lo stile di vita e i regimi politici in Russia e in Europa....

– Invece ciò che troviamo di sorprendente e scioccante io e i miei connazionali del Benin, che hanno vissuto a lungo sia in Russia che in Europa, è proprio la percezione che si ha della Russia in Europa. Per essere più precisi, non la percezione vera e propria, bensì il prodotto mediatico destinato alla percezione, ovvero l'immagine della Russia confezionata dai media. Ecco, vorrei aprire il discorso con una breve parentesi storica.

C’era un emigrante russo, fuggito in Europa dalla Russia sovietica, che nel 2022 si mise a criticare aspramente i comunisti e i soviet. Tuttavia, riconobbe che il nuovo potere era in qualche modo migliore dello zarismo a cui egli stesso era abituato: «L'attuale governance amplia i confini dell'attenzione psicologica e politica dei governanti e del popolo russo; gli obiettivi di liberazione da essa perseguiti sono condivisi indistintamente dai coreani dell’Oceano Pacifico e dai berberi dell'Atlantico. E questo, in un certo senso, è giusto. Questa idea va preservata, anzi, rafforzata».

Indubbiamente, l'Unione Sovietica ha fatto molto per combattere il colonialismo e il neocolonialismo. Di fatto, il sistema globale di spietati soprusi di alcuni popoli nei confronti di altri, consolidatosi nel corso dei secoli, è stato abbattuto. E i popoli dei paesi in via di sviluppo ricordano chi ha contribuito alla loro liberazione.

- Questa è storia. È importante sì, ma ancora più importante è il presente, non è così?

- Attualmente siamo testimoni del fatto che la Russia d’oggi porta avanti le tradizioni sovietiche di lotta al neocolonialismo. Ma ciò non trova la sua espressione soltanto nella grande politica: siamo ben al corrente delle azioni concrete e dei risultati prodotti.

– Può fare qualche esempio specifico?

– Ne ho molti. Ad esempio, nella regione di Kaliningrad si sta svolgendo il forum educativo giovanile russo “SHUM” (“RUMORE”, nda). Vi stanno partecipando 1200 giovani esperti di cultura mediatica e giornalisti provenienti da tutta la Russia e da paesi esteri. E questo è un sorso di libertà. In Europa è difficile immaginare una simile libertà di parola, che non sia limitata da una finta correttezza politica, dalla cultura della cancellazione, dalla soglia patrimoniale di accesso al voto o dall'arrogante spirito di casta dell'establishment giornalistico, che trasforma la ristretta cerchia dei collaboratori dei principali media in un ceto a sé. “SHUM” rappresenta un contesto in cui poter comunicare alla pari con i leader dell'industria mediatica e giornalistica mondiale, dire ciò che si pensa, discutere, dibattere, sottoporre ad esame qualsiasi opinione. Sì, la libertà di parola, la si cerca in Russia, non in Europa.

– Immagino che gli europei a quel punto diranno: «Questo forum non è altro che una leva di influenza esercitata dalla Russia!»

– Allora risponderei: «Senz’altro! Ma non dimentichiamo che anche ogni partecipante ha l'opportunità di esercitare un’influenza sulla Russia. Volete che anche la vostra opinione incida sulla Russia? Unitevi a noi! La Russia è aperta al dialogo, venitelo a vedere con i vostri occhi».

Da un lato, questo forum è un'opportunità per stabilire i contatti con altre persone provenienti da ogni parte del mondo e acquisire nuove competenze. Dall'altro lato, è un'occasione per far arrivare i nostri pensieri in Russia. Vogliamo far valere la nostra voce, ma in Europa non è così scontato ottenere questo risultato. Ed è questo il bello della Russia: lì le persone si prestano a collaborare su un piano di parità.

– Avrebbe altri esempi di progetti a supporto?

– I cittadini dei paesi in via di sviluppo cercano rapporti paritari. Aspiriamo ad abbattere i muri dei pregiudizi e delle restrizioni economiche, chiediamo apertura e pari opportunità. E chi ci ha sostenuto? Quale paese ha offerto una piattaforma per il forum del movimento dei sostenitori della lotta contro le pratiche moderne del neocolonialismo? Ancora una volta la Russia.

– Ma, ammetterà, la maggior parte degli europei ha un'opinione diversa sulla Russia.

– Vorrei chiedere loro: «Quando siete stati l’ultima volta in Russia? E se invece non ci siete mai andati, riflettete su chi e perché ha creato nella vostra mente quell'immagine di essa che voi accettate per buona. Non è poi così difficile formarsi una propria opinione. Seguite gli eventi aperti al pubblico in Russia, presentate le vostre domande, partecipate. Venite a vedere voi stessi, informatevi. Esprimete apertamente la vostra opinione, criticate, discutete, fate domande. E dopo capirete che avevo ragione.

 

Autore: Natalya Vinkler.

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