IA e Lavoro: perché nel 2026 anche i colletti bianchi rischiano il posto
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di Federico Giusti
In occasione del primo Maggio, nel corso di un dibattito tenutosi a Volterra, alcuni relatori si sono soffermati sulla intelligenza artificiale e su quali impatti avrà nel mondo del lavoro.
Invece di festeggiare il lavoro gli organizzatori del dibattito alla Casa del Popolo hanno preferito porsi delle domande dirimenti per il futuro della classe lavoratrice e aprire con i presenti un confronto serrato.
Sforzo non comune tra chi pensa di risolvere il problema della subalternità del lavoro al capitale contestando la presenza del Partito democratico in piazza senza per altro comprendere la ragione, dirimente, per la quale sindacati firmatari di contratti nazionale in netta perdita, sono poi quelli ad accrescere gli iscritti. Diciamocela tutta allora, il minoritarismo becero porta a credere che appropriarsi della testa di un corteo sia un atto di forza, di ribellione e di vitalità, è invece il segno di una debolezza che si manifesta nel corpo sociale con la nostra, di tutti, crescente emarginazione.
E quindi ben vengano riflessioni sul potere di acquisto perduto, sui modelli contrattuali e sui sistemi di calcolo del costo della vita che hanno determinato la miseria contrattuale e vedono tra gli artefici anche il centro sinistra oltre alla stessa Cgil.
Ma piangere sul latte versato serve solo ad autoproclamarci vincitori di una gara senza avversari e quindi passiamo a due elementi oggetto di riflessione.
L' intelligenza artificiale colpirà prima i lavori manuali o prima ancora i lavori istruiti e ben pagati?
Intanto alcune grandi catene stanno studiando la possibilità di eliminare le casse, e le cassiere, affidandosi alla IA e a sistemi che non necessitano la presenza umana.
Poi ci sono i robot nei magazzini ove sono presenti da oltre 40 anni come insegna lo spirito Toyota, libro prima omaggiato e oggi caduto nel dimenticatoio.
E in futuro ci saranno auto e camion a guida autonoma, poi altri cambiamenti nel mondo informatico che per altro sono già in corso d'opera
Ora, senza cadere nei futuri dispotici e in narrazioni semplicistiche, il rapporto tra tecnologia e lavoro meriterebbe di essere affrontato in maniera seria come anche le tecnologie duali utili, anzi indispensabili, alle imprese di guerra. Riusciremo a farlo prima di essere travoltic dalla IA e la tecnologia a fini di guerra?
Nei lavori d’ufficio e amministrativi l'arrivo della IA potrebbe essere altrettanto devastante tanto che oggi si parla di regolamentare la Intelligenza artificiale temendo che il pieno il potenziale delle nuove tecnologie prima o poi possa travolgerci.
I cosiddetti lavoratori della conoscenza sono a rischio, di questo si è parlato fino ad oggi ben poco pensando che l’automazione cancelli solo lavori manuali e a bassa qualifica. L'indirizzo che prenderà l’intelligenza artificiale dipenderà anche dalle multinazionali che ne faranno ampio uso e dagli indirizzi che il capitale va assumendo.
Iniziare a parlarne è una priorità assoluta.

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