Il sorpasso di Obama sulla libertà di espressione

L’omaggio a Chris Stevens e la difesa della libertà di espressione

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Il sorpasso di Obama sulla libertà di espressione

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In "Obama steps up over freedom of speech", Fareed Zakaria analizza in chiave elettorale  il discorso tenuto da Obama all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
L’autore parte dalla considerazione che i disordini in Medio Oriente delle ultime due settimane e l'uccisione dell'Ambasciatore americano in Libia hanno lasciato un senso di generale turbolenza nella regione. Turbolenza di cui Mitt Romney vorrebbe approfittare per la sua corsa alla Casa Bianca.
L’idea potrebbe apparire buona, ci dice Zakaria, e avvantaggiarsi anche di qualche passo falso fatto da Obama, tra cui la decisione di non incontrare nessun leader straniero durante la settimana di sessioni dell’Assemblea Generale in corso a New York. Tuttavia Zakaria ritiene che Romney non sarà in grado di utilizzare la crisi a suo vantaggio e prende spunto dall’intervento di Obama all’Organo plenario dell’ONU per spiegarne le ragioni.
Innanzitutto, ci spiega il columnist del Time, per il simbolismo che si accompagna ad un intervento tenuto da un Presidente alle Nazioni Unite. 
La seconda ragione sta nella validità del discorso di Obama. Zakaria ritiene che il Presidente sia stato abile nello spiegare gli eventi inserendoli in un contesto più ampio e agendo come una sorta di ponte verso il resto del mondo nello spiegare le preoccupazioni americane, pur mostrando comprensione verso quelle della Comunità Internazionale
Il discorso è stato anche politicamente intelligente in chiave elettorale, sottolinea Zakaria. Obama ha esordito omaggiando la memoria dell’Ambasciatore Christopher Stevens, a dispetto di quanti lo avevano accusato di aver dato poco risalto alla sua morte. Il Presidente ha ricordato al mondo che le persone come Stevens, idealiste e aperte verso le altre culture, rappresentano “la parte migliore” della politica estera americana che spesso viene dimenticata. 
Il discorso di Obama è stato anche un’accorata difesa del principio costituzionale della libertà di espressione, accompagnata da un appello al Mondo islamico per una maggiore tolleranza. 
In occasione di alcune delle crisi del recente passato – come il rogo del Corano o le vignette danesi – la posizione statunitense è stata sempre di aperta condanna verso questi gesti, a riprova del rispetto mostrato verso l’Islam. Obama ha però ricordato come un principio fondamentale delle società libere sia quello di non sottoporre a censura ciò che potrebbe sconvolgerci. 
In definitiva, commenta Zakaria, un discorso tanto efficace in ottica elettorale, quanto saggio a livello internazionale. 

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