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In Venezuela mancano i farmaci? Sanzioni e multinazionali sono i responsabili

 

Una circostanza che non leggerete nei distorti servizi e articoli che il mainstream dedica al Venezuela



di Fabrizio Verde
 

La guerra economica che colpisce il Venezuela non risparmia nemmeno la salute. Anzi. Spesso si segnalano e vengono denunciate carenze di medicinali in ospedali e farmacie. Vengono denunciate le ripercussioni sul popolo venezuelano, ma mai il ruolo svolto dalle grandi multinazionali del farmaco. Che di certo non restano a guardare. Hanno un ruolo ben preciso in questa drammatica situazione. 

 

Come denunciato da Luis Lopez, ministro della Salute della Repubblica Bolivariana del Venezuela in diretta radiofonica su Radio Nacional de Venezuela, queste transnazionali del settore farmaceutico hanno aderito al criminale blocco economico promosso da Washington contro Caracas. Spingendosi sino all’effettuare pressioni per boicottare la produzione e la distribuzione di farmaci nel paese sudamericano. 

 

Una circostanza che non leggerete nei distorti servizi e articoli che il mainstream dedica al Venezuela.

 

Il ministro Lopez ha denunciato che il popolo venezuelano è vittima di «un criminale blocco che genera enormi problemi per ottenere i farmaci, generati dalla pressione internazionale». 

 

Le multinazionali provocano anche ritardo nelle spedizioni dei farmaci regolarmente acquistati per favorire il mercato speculativo. Boicottaggio più sanzioni per provocare la destabilizzazione del governo colpendo la salute dei cittadini. Una sfera molto sensibile. 

 

«Non sappiamo se le organizzazioni dedite alla speculazione - spiega Lopez - siano rappresentati delle multinazionali in Venezuela.

Ci sono aziende che dopo aver negoziato con noi, con imprese che hanno la possibilità di effettuare una vendita al ministero, bloccano tutto e i farmaci non arrivano. Compresi quelli per oncologia e dialisi». 

 

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta delle giustificazioni di un esponente del governo che ha l’obiettivo di coprire inefficienze. A tal proposito il ministro spiega come avvengono i ritardi, ad esempio, nei farmaci per pazienti dializzati che al 90% vengono forniti dalla Germania.

 

«L’aereo lascia la Germania, atterra in qualche luogo della Spagna, arriva a Panama e le autorità locali affermano che l’aereo ha un guasto e non può proseguire a volare, non lasciandolo partire. Abbiamo dovuto ricevere il carico attraverso un volo commerciale proveniente dalla Spagna, con il costo salito a 3 milioni di dollari e con grosso ritardo», ha denunciato il ministro Lopez.

 

Senza dimenticare delle vendite bloccate non perché il Venezuela non dispone dei fondi sufficienti a pagare i medicinali richiesti, ma perché il denaro viene bloccato dalle camere di compensazione come Euroclear. Come scritto da l’AntiDiplomatico nello scorso novembre. 

 

Da segnalare, inoltre, il ruolo attivo giocato in questo boicottaggio da alcune Organizzazioni non Governative (ONG) come Medici Senza Frontiere. Le quali fanno anche sfoggio di doppia morale quando affermano che vi sono tanti paesi pronti a inviare medicinali in Venezuela per aiutare la popolazione. 

 

Come più volte sottolineato da Caracas, basterebbe porre fine a questo embargo criminale e lasciare che il Venezuela possa acquistare liberamente i medicinali di cui ha bisogno. In ogni caso, ha sottolineato il ministro Lopez, lo Stato continuerà ad esplorare tutte le strade possibili per approvvigionarsi di quanto la popolazione ha bisogno per la propria salute. Soprattutto attraverso la triangolazione con paesi come l’India e il sostegno dell’Organizzazione Panamericana della Sanità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (PAHO / WHO).

Fonte: AVN
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