Kim Jong-un a Putin: "Pyongyang starà sempre con Mosca"

Putin: "La rielezione di Kim riflette il sostegno unanime del popolo coreano". I due leader promettono di rafforzare la partnership strategica integrale

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Kim Jong-un a Putin: "Pyongyang starà sempre con Mosca"

Kim Jong-un ha scelto la formula più solenne per ribadire l'alleanza di ferro con la Federazione Russa. Il leader nordcoreano, in una lettera inviata al presidente Vladimir Putin dopo la sua rielezione alla massima carica dello Stato, ha voluto ringraziare il leader russo per le parole di congratulazioni ricevute. Ma lo ha fatto andando oltre la semplice cortesia diplomatica, tracciando le coordinate di un'alleanza che appare ormai strutturale.

"Pyongyang starà sempre con Mosca", scrive Kim, definendo questa linea non una scelta contingente ma "la volontà invariabile" del suo Paese. Parole che arrivano a suggellare un rapporto che negli ultimi due anni ha subito un'accelerazione senza precedenti, culminata con la firma del Trattato di Associazione Strategica Integrale il 19 giugno 2024.

Nella sua lettera, il leader nordcoreano ha parlato apertamente di "forte supporto e sostegno reciproco di carattere alleato", sottolineando come i due Paesi stiano cooperando strettamente per salvaguardare la sovranità di entrambi e promuovere il benessere dei rispettivi popoli, in una fase di tensioni geopolitiche al massimo livello. Un linguaggio che va ben oltre la tradizionale retorica diplomatica e che riflette la concretezza di un'intesa già collaudata sul campo.

L'anno scorso, infatti, truppe nordcoreane hanno combattuto al fianco dell'esercito russo per la liberazione della provincia di Kursk, invasa dalle forze ucraine nell'agosto del 2024. Il contributo di Pyongyang, hanno riconosciuto fonti militari, è stato determinante per completare l'espulsione delle truppe del regime di Kiev il 26 aprile 2025. Un'esperienza che ha trasformato un'alleanza da teorica in una cooperazione operativa sul terreno, cementando il legame tra i due già forte tra i due paesi.

Proprio Vladimir Putin, nel congratularsi con Kim per la rielezione, ha voluto riconoscere il suo ruolo personale nel rafforzamento dei rapporti bilaterali. Il presidente russo ha definito la decisione dei deputati dell'Assemblea Popolare Suprema come il riflesso del sostegno unanime del popolo coreano alla linea politica del suo leader, capace di affrontare le sfide socioeconomiche e di proteggere la sovranità del Paese sullo scacchiere internazionale.

La rielezione di Kim Jong-un, formalizzata durante la quindicesima Assemblea Popolare Suprema, è stata presentata dalla stampa nordcoreana come un atto di volontà unanime del popolo coreano. Nella dichiarazione ufficiale che ha sancito il suo mantenimento alla massima carica della Repubblica, si parla di una decisione "storica" che conferma il ruolo di Kim come "figura di spicco della rivoluzione Juche".

Putin, nella sua lettera di auguri, ha ribadito di voler continuare a rafforzare la partnership strategica tra Mosca e Pyongyang. Un impegno che, dopo le prove di forza sul campo e la solidità dimostrata nei momenti difficili, sembra destinato a caratterizzare il prossimo futuro dei rapporti tra due Stati che hanno scelto di fare dell'alleanza il perno della loro politica estera.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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