La Russia sfida le sanzioni: asse economico e tecnologico sempre più stretto con il Sud-Est asiatico

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La Russia sfida le sanzioni: asse economico e tecnologico sempre più stretto con il Sud-Est asiatico

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di Daniele Lanza

Grande occasione per la Federazione Russa, che è riuscita nell’intento di incrementare  gli scambi con i paesi ASEAN (Associazione delle nazioni del sud-est asiatico): al prima posto tra le priorità stabilite dal capo di stato russo il quale si è assunto la responsabilità di proporre un partenariato equo in in ogni sua parte. In pratica, nessuna traccia di neocolonialismo, espansione aggressiva di capitali, acquisizioni e sequestri di beni: massimo riguardo sulla natura equa di sviluppo del partenariato.

Il filippino Ferdinand Marcos alla guida dell’ ASEAN, sarà l'ospite d'onore del vertice di Kazan, cui gli osservatori di svariati altri paesi parteciperanno: grande è l’interesse per l’evento dal momento che Brunei, Vietnam, Indonesia, Cambogia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Tailandia, Filippine e Timor Est guardano all’Eurasia russa per opportunità di partenariato di lungo termine in settori come sicurezza, commercio, investimenti e altre forme di cooperazione. Il vertice Russia-ASEAN previsto per la prossima prossima settimana si prospetta pertanto molto ricco di attesa e riflessione per il futuro.

La Russia – occorre ricordare - è leader mondiale in materia di tecnologia nucleare tramite la società Rosatom che costruisce circa l'80% delle centrali nucleari su scala mondiale. Fattore nevralgico se si considera che negli ultimi anni si è registrata una domanda particolarmente elevata di tecnologie di questo genere si osserva tra le maggiori economie dell'ASEAN, ovvero Indonesia e Malesia. A tal proposito, di recente a margine del Forum sull’energia in Malesia, è stato creato un memorandum di cooperazione con il Centro energetico dell’ASEAN, dove ci si focalizza sul nucleare in quanto  motore della sicurezza nell’areaasiatica alla luce della crisi del Medio Oriente e dei problemi potenziali di carenza energetica che ne derivano.

In questo contesto i porti dell’estremo oriente russo al confine con Cina, Corea e Giappone risultano quindi essere un fondamentale hub logistico e di trasporto sicuro tanto per i paesi dell’organizzazione quanto – in generale - come corridoio di transito tra Europa e Asia. I flussi di risorse energetiche russe, ormai respinte dall'occidente vengono pertanto indirizzate a tutti quei paesi facenti parte ad organizzazioni che intrattengono relazioni con Mosca, come il SCO, il BRICS e per l’appunto l’ASEAN.

Da notare che il vertice di Kazan ha avviato anche la creazione di un’alleanza multilaterale tra Russia e paesi Asean nel campo dell’esplorazione dello spazio a scopi pacifici: la Roscosmos Corporation in primo luogo è pronta ad offrire le sue soluzioni tecnologiche per lo sviluppo di programmi spaziali nazionali a favore dei propri partner, inclusa la formazione dei cosmonauti e la produzione di satelliti per comunicazioni e telerilevamento. Oltre a questo, nell’ambito del Business Forum dedicato, verranno prese in considerazione opportunità di sviluppo nel campo della tecnologia dell’informazione e dell’intelligenza artificiale: piani per le tecnologie finanziarie e costruzione delle “città intelligenti” del 21° secolo (in tal senso vale la pena di ricordare cove Mosca risulti al secondo posto nella classifica mondiale di tali città in base a criteri di governance urbana, stile di vita, accessibilità ai trasporti, ambiente imprenditoriale innovativo e aree di sviluppo sostenibile, tra cui qualità dell’aria, parchi e risorse idriche, gestione dei rifiuti ed efficienza energetica).

Da ricordare ancora come l'odierno programma dell'ASEAN preveda lo sviluppo di progetti nel campo della cooperazione tecnico-difensiva: i paesi del sud-est asiatico costituiscono quasi il 50% del totale dell’export militare russo senza contare che le questioni di sicurezza nella regione indo-pacifica – che include gli stretti di Malacca e Taiwan – determinano la necessità di un ampio partenariato di difesa internazionale cui la partecipano gli stati SCO e BRICS. Infine la cooperazione sul piano culturale e turistico, della quale si nota lo sviluppo: Il flusso turistico tra sud-est asiatico e area russa nei primi 9 mesi del 2025 ha raggiunto i 2,5 milioni di persone, tornando quasi ai livelli pre-Covid, mentre la previsione per l'anno in corso è di oltre 3 milioni di turisti che viaggeranno dalla Russia verso i paesi dell'ASEAN (flusso che l'Europa ha perso ormai da tempo, per via di politiche sui visti sempre più restrittive).

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