La storia d'Italia in un post

2236
La storia d'Italia in un post

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Abbiamo una parente in famiglia, a cui siamo molto legati. Di orgine amalfitana, visse la fame del dopoguerra, i sacrifici degli anni  50, l'emigrazione di massa dei crotonesi verso la Germania e il nord. Appena presa la magistrale girò le contrade contadine per insegnare ai figli dei braccianti l'italiano e a far di conto. Poi vennero la spensieratezza e la voglia di vivere degli anni sessanta. Cristiana e comunista, fondatrice di un gruppo cristiano, non capì i movimenti degli anni settanta, non sapeva dove volevano andare a parare, lei, legata al Pci. Poi venne l'eroina, e vide una generazione bruciata.

Non capì perché volessi iscrivermi a Bologna, lei voleva che andassi a Palermo, dai gesuiti, dove insegnano diplomazia. Lo capii solo molto tardi che aveva ragione. Quando tornai a Crotone da Bologna spesso mi voleva a casa. Un giorno arrivai prima, lei stava ancora insegnando alle elementari. Arrivò nera, le chiesi cosa era successo. Mi disse: "Pasquale, l'Italia è finita con la riforma Berlinguer della scuola, faranno un assetto classista, i figli degli agiati saranno formati, gli altri asini". Era il 1998. Ebbi conferma che arretravamo di decenni. Venne la riforma Moratti e poi Gelmini. Ora Bianchi, con gli Its, i figli della povera gente devono sapere, secondo lui, solo come funziona il tornio per i subfornitori, che si scordino i figli degli operai gli insegnamenti multidisciplinari.

Se c'è un segno classista in questo governo, è proprio lui, che lo ebbi relatore alla tesi di laurea. Leo Essen mi spiega che nella facoltà dove mi sono iscritto ormai l'80% delle lezioni sono fatte in inglese, l'italiano, che proviene dal greco e dal latino, gli fa schifo a sta gente.

Oggi come oggi non farei l'università. Credo che i migliori cervelli in futuro saranno autodidatti, proprio come quelli degli anni '40 e '50. E forse si potrà pensare a ricostruire questo Paese.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti