Pechino pronta a rispondere ai nuovi dazi USA: "Guerre commerciali non hanno vincitori"
Mercati asiatici in tensione, oro ai massimi. Analisti cinesi: "Mossa autolesionista che danneggerà gli stessi Stati Uniti"
La nuova amministrazione statunitense si appresta ad annunciare l’introduzione di dazi reciproci, alimentando diffuse preoccupazioni per l’incertezza che potrebbero generare. I mercati finanziari globali, compresi quelli USA, stanno vivendo forti oscillazioni mentre l’ansia degli investitori cresce in vista dell’annuncio. I mercati asiatici hanno chiuso per lo più in negativo, con il Nikkei 225 giapponese stabile e il Topix in calo dello 0,56%, mentre in Corea del Sud il Kospi ha perso lo 0,42% e il Kosdaq lo 0,77%. Anche Wall Street ha registrato una chiusura mista martedì, con gli investitori in attesa dell’introduzione dei nuovi dazi, dopo una sessione volatile lunedì che ha visto l’S&P 500 e il Nasdaq Composite segnare il peggior trimestre dal 2022, con cali rispettivamente del 4,6% e del 10,5%.
Nel mercato obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,16%, in calo rispetto al 4,23% di lunedì e al 4,80% di gennaio. Intanto, l’oro ha superato per la prima volta i 3.100 dollari l’oncia, toccando un record di 3.106,50 dollari, spinto dalle preoccupazioni per i dazi USA e il loro potenziale impatto economico, oltre che da tensioni geopolitiche. Il piano tariffario ha incontrato l’opposizione dei partner commerciali degli USA, con diversi Paesi pronti a difendere i propri interessi e a rispondere con ritorsioni.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha ribadito l’impegno a contrastare misure commerciali ingiustificate, proteggere le imprese e i lavoratori canadesi e rafforzare l’economia attraverso una maggiore collaborazione con il Messico, come emerso da un colloquio con la presidente messicana Claudia Sheinbaum. Anche l’UE ha minacciato contromisure, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha affermato che l’Unione ha “un piano forte per reagire se necessario”, pur preferendo una soluzione negoziata.
Gli esperti avvertono che i dazi potrebbero ritorcersi contro gli USA, destabilizzando le catene globali del valore e aumentando i costi per imprese e consumatori statunitensi. Gao Lingyun, esperto dell’Accademia cinese delle scienze sociali, ha sottolineato che i dazi spesso si traducono in rincari per i produttori nazionali, senza migliorare il benessere dei consumatori, con studi che indicano che tariffe del 25% potrebbero aumentare i costi delle famiglie americane di 5.000-10.000 dollari, aggravando l’incertezza per l’economia USA e globale. Liu Weidong, ricercatore specializzato negli studi americani, ha aggiunto che i dazi sono un’arma a doppio taglio, poiché alimentano l’inflazione, frenano l’innovazione e, a causa delle possibili ritorsioni, danneggiano anche le esportazioni USA.
Per quanto riguarda la Cina, Liu ha osservato che, sebbene gli impatti specifici dipendano dalle misure annunciate, Pechino è preparata a rispondere con adeguate contromisure, forte delle sue risorse tecnologiche, industriali e strategiche. Le autorità cinesi, tra cui il ministero degli Esteri e quello del Commercio, hanno più volte ribadito che le guerre commerciali non hanno vincitori e che i dazi unilaterali minano il sistema multilaterale degli scambi. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha dichiarato il 12 marzo che la Cina risponderà con misure proporzionate a eventuali pressioni ingiustificate, sottolineando che la cooperazione è l’unica strada per risultati vantaggiosi per tutti. Intanto, Goldman Sachs ha rivisto al rialzo, dal 20% al 35%, la probabilità di una recessione negli USA, prevedendo ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed per mitigare l’impatto dei dazi sull’economia globale e sui mercati finanziari.

1.gif)
