Vertice di Pechino: il bilancio tracciato da Putin

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Vertice di Pechino: il bilancio tracciato da Putin

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Nel giorno del venticinquesimo anniversario del Trattato di Buona Vicinanza, Amicizia e Cooperazione tra Russia e Cina, Vladimir Putin ha voluto ribadire con forza che i rapporti tra Mosca e Pechino "hanno raggiunto un livello davvero senza precedenti" e che continuano a rafforzarsi. Un bilancio che il presidente russo ha tracciato al termine dei colloqui con Xi Jinping, definiti fin dalle prime battute come realizzati in "un'atmosfera tradizionalmente calda, costruttiva e cameratesca".

Al centro dell'incontro, tutte le principali questioni della cooperazione tra i due paesi eurasiatici, che hanno portato alla firma di una dichiarazione congiunta e di circa quaranta documenti intergovernativi, interistituzionali e societari. Per Putin, il messaggio politico è chiaro: Russia e Cina portano avanti una politica estera indipendente e sovrana, agiscono in stretto coordinamento strategico e svolgono "un importante ruolo stabilizzatore sulla scena mondiale".


Sul fronte economico, sono i numeri a essere eloquenti. Nel 2025 l'interscambio commerciale tra i due Paesi ha sfiorato i 240 miliardi di dollari, con una struttura che si è allargata trainata anche da beni ad alto valore aggiunto. Un risultato reso possibile, secondo quanto affermato dal presidente russo, anche dalle misure coordinate per effettuare i pagamenti reciproci in valute nazionali: "Praticamente tutte le operazioni di import-export russo-cinesi si realizzano in rubli e yuan", ha dichiarato, rimarcando come Mosca e Pechino abbiano costruito un sistema commerciale "protetto dalle influenze esterne e dalle tendenze negative dei mercati globali". Un sistema essenziale per smarcarsi dal dollaro e il sistema sanzionatorio statunitense.

L'energia resta uno dei pilastri portanti della partnership. Putin ha ricordato il ruolo della Russia come uno dei maggiori esportatori mondiali di petrolio, gas naturale - incluso quello liquefatto - e carbone, garantendo la disponibilità a continuare a rifornire in modo affidabile il mercato cinese. Ha citato inoltre i lavori in corso di Rosatom per il completamento dei reattori nelle centrali nucleari di Tianwan e Xudapu, sottolineando il potenziale ancora inesplorato delle energie rinnovabili e delle tecnologie verdi.

Non meno rilevante il capitolo delle infrastrutture. I due Paesi lavorano di concerto allo sviluppo di rotte logistiche e di trasporto, con volumi e velocità dei transiti in costante crescita. La Russia sta modernizzando le sue linee ferroviarie strategiche verso est, linee storiche come la Transiberiana e la ferrovia Baikal-Amur, e punta sull'espansione dell'infrastruttura lungo la Rotta Marittima del Nord, descritta come l'arteria principale del corridoio di trasporto transartico.

Sul piano umano e culturale, Putin ha evidenziato la crescita del turismo reciproco favorita dal regime di viaggi senza visto, l'avvio dell'Anno dell'Educazione russo-cinese con centinaia di eventi in programma, e la cooperazione sportiva in vista dei prossimi X Giochi Estivi russo-cinesi, che prenderanno il via a Kaliningrad.

Il quadro che emerge è quello di una relazione che Putin definisce "autosufficiente", indipendente dalla congiuntura internazionale e presentata come modello di come dovrebbero essere costruiti i rapporti tra nazioni. Una visione che si traduce anche in un coordinamento sempre più stretto nelle sedi multilaterali - dall'OCS ai BRICS, dal G20 all'OMC - e nell'ambizione condivisa di costruire una Grande Associazione Eurasiatica che leghi l'Unione Economica Eurasiatica all'iniziativa cinese della Nuova Via della Seta.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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