Algoritmi e licenziamenti: quando l'IA sostituisce l'uomo con un messaggio WhatsApp

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Algoritmi e licenziamenti: quando l'IA sostituisce l'uomo con un messaggio WhatsApp

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di Federico Giusti

I conti con l'avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E' di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell'azienda.
 
 
Se dovessimo pensare al giornalismo oggi con la IA si possono confezionare, e pettinare, numerosi articoli in un tempo limitato, la convenienza quanto a risparmio della forza lavoro è indubbia, magari a discapito della qualità della informazione.
Senza dubbio la IA, se ben utilizzata, potrebbe rappresentare una parziale alternativa alla forza lavoro con un vantaggio indubbio per i datori nell'accrescimento della velocità (il famoso detto "il tempo è denaro" ) portato alle estreme conseguenze. E stesso discorso vale per i profitti.
 
In altri casi la IA abilitata potrebbe provocare un certo rallentamento delle procedure, siamo ancora in fase di studio e la operatività deve essere alla occorrenza saggiata. specie dove vanno ridefiniti i processi, verificata la qualità dei dati, avviata la formazione.
 
Sul mercato del lavoro, le stime attestano un pericolo oggettivo per circa il 40% dell’occupazione globale (e fino al 60% nelle economie avanzate), le ripercussioni riguardano tanto le dinamiche occupazionali quanto la stessa struttura salariale, ancora una volta gli Usa forniscono alcune informazioni utili avendo anticipato i processi oggi in atto in Europa. 
 
Il ricorso alla IA potrebbe poi promuovere anche una crescita delle piattaforme dedicate agli scambi transfrontalieri, agire direttamente sulla domanda globale guadagnando nuovi mercati, da qui la urgenza di dotare ogni paese di strutture adeguate come quelle legate alla cyber sicurezza.
 
Un ultimo aspetto da considerare, come nel caso dell'avvento della informatica, riguarda le ricadute sulla salute e sicurezza dei salariati, se ha senso parlare di medicina del lavoro dovremmo indagare i fenomeni quando sono ancora allo stato embrionale, prevenirne gli effetti nefasti dovrebbe essere una priorità per il movimento operaio  attento ai processi in atto, bisognoso di comprendere la realtà per poi modificarla.
Ma forse ci siamo fatti troppe illusioni sulla capacità del sindacato.

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

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