Attacco a South Pars: la crisi energetica globale è iniziata

2108
Attacco a South Pars: la crisi energetica globale è iniziata

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

L’escalation bellica in Medio Oriente entra in una fase critica dopo gli attacchi aerei condotti da Stati Uniti e Israele contro le infrastrutture energetiche iraniane nella regione di Asaluyeh, cuore del gigantesco giacimento di South Pars, che garantisce circa il 70% del gas domestico dell’Iran. Le esplosioni hanno provocato incendi e l’interruzione temporanea delle attività di raffinazione, segnando un salto qualitativo nel conflitto. La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Il presidente del Parlamento, Mohammad-Baqer Qalibaf, ha dichiarato che le imponenti manifestazioni popolari anti-USA hanno “sventato i piani del nemico”, avvertendo che colpire le infrastrutture energetiche iraniane equivale a un “suicidio” per gli aggressori. Milioni di persone sono scese in piazza in tutto il Paese, sfidando persino il rischio di nuovi bombardamenti, in un’esibizione di compattezza nazionale.

Parallelamente, i vertici militari iraniani hanno alzato ulteriormente il livello dello scontro. Il comando centrale Khatam al-Anbiya e i Pasdaran (IRGC) hanno annunciato che le infrastrutture energetiche legate agli Stati Uniti nella regione saranno prese di mira “con forza totale”. In particolare, sono stati indicati obiettivi in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, con inviti espliciti alla popolazione civile ad allontanarsi dalle aree sensibili.

Si tratta di una svolta strategica: fino ad ora, infatti, gli impianti petroliferi erano stati risparmiati per evitare uno shock globale. Ora, invece, l’energia diventa campo di battaglia diretto. I mercati reagiscono immediatamente: il Brent supera i 109 dollari al barile e gli analisti temono un’impennata fino a 150 dollari o oltre, con conseguenze potenzialmente devastanti per l’economia mondiale. Sul fronte statunitense, emerge un altro dato cruciale: il costo della guerra. Il Pentagono ha parlato di oltre 11 miliardi di dollari spesi in una sola settimana, ma stime indipendenti indicano cifre ben più elevate: tra 1 e 2 miliardi al giorno. Se il conflitto dovesse protrarsi, il conto potrebbe raggiungere un quarto di trilione di dollari in poche settimane.

Gli esperti avvertono che il vero prezzo sarà ancora più alto nel lungo periodo, includendo assistenza ai veterani e interessi sul debito. Secondo alcune valutazioni, il costo finale potrebbe arrivare a diversi trilioni di dollari, un peso che ricadrà sulle future generazioni statunitensi. In questo scenario, il conflitto non appare più come una crisi regionale, ma come un potenziale detonatore globale: energetico, economico e geopolitico. La “nuova fase dello scontro” evocata da Teheran potrebbe ridefinire gli equilibri internazionali nei mesi a venire.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

Il semestre d’oro di Netanyahu di Michelangelo Severgnini Il semestre d’oro di Netanyahu

Il semestre d’oro di Netanyahu

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Il rischio del processo mediatico di Paolo Arigotti Il rischio del processo mediatico

Il rischio del processo mediatico

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it" di Geraldina Colotti Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

Cuba, il voto all'ONU e la nascita di "elbloqueo.it"

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti