Daniele Luttazzi - Doha, le bugie di Trump e i funzionari anonimi citati dalla unità 8200

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Daniele Luttazzi -  Doha, le bugie di Trump e i funzionari anonimi citati dalla unità 8200

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di Daniele Luttazzi  - Nonc'èdiche, Fatto Quotidiano


Una settimana fa, quando Israele buttò bombe su Doha per uccidere la dirigenza di Hamas che stava esaminando l’accordo di pace trumpiano (bersaglio mancato: i leader di Hamas erano altrove, in preghiera; ma avevano lasciato i telefonini in quella stanza, e lì sono piombate le bombe, ecco come Israele li scova), tutti i giornali delle colonie imperiali, compresa la nostra, per togliere d’imbarazzo il capo supremo scrissero che 1) Trump era all’oscuro del bombardamento: Netanyahu aveva rivendicato la responsabilità dell’operazione; oppure, poiché è impossibile che Israele bombardi un alleato Usa senza informare Washington, che 2) Trump, informato dell’attacco da Israele, aveva avvisato il Qatar, purtroppo non in tempo. Solo un comico, lo stesso giorno, scrisse su questo giornale che Trump era stato informato da Israele e non aveva avvisato il Qatar.

Passano 4 giorni e l’Ansa conferma: Trump era stato informato 50 minuti prima. “Ci fu una discussione a livello politico tra Netanyahu e Trump, e poi attraverso canali militari”, afferma un alto funzionario israeliano, “Trump non ha detto di no”. “Se Trump avesse voluto fermarlo, avrebbe potuto”, afferma un secondo funzionario, “in pratica non l’ha fatto”. Entrambi i funzionari hanno dichiarato che i missili non erano ancora stati lanciati quando Trump e Netanyahu hanno parlato, e che Israele avrebbe annullato l’attacco se Trump si fosse opposto.

Un terzo funzionario israeliano: “Israele avvertì l’amministrazione Trump in anticipo, ma decise di assecondare le smentite della Casa Bianca”. Un ulteriore funzionario israeliano ha detto che non è la prima volta che l’amministrazione Trump, per motivi politici, “inventa cose” riguardo alle conversazioni con Israele. La fonte è Barak Ravid, l’ex Unità 8200 che pubblica su Axios i suoi articoli di hasbara. Ravid presenta la notizia come scoop (rispetto alla sua hasbara precedente: Trump informato, ma non in tempo); la vera notizia, però, è che adesso Israele mette in mezzo Trump, tramite Ravid e vari funzionari israeliani (tanto anonimi quanto opportuni, come sempre le gole profonde sbandierate da Ravid nei suoi pezzi).

Resta il fatto che Trump ha mentito. Alla nuova notizia, quel narcisista patologico di Trump ha ripetuto la balla (“No, no, Netanyahu non mi avvisò”). Nei giorni scorsi ha mentito anche sull’Ucraina: infatti non è vero, come dice, che in Ucraina la guerra prosegue perché Putin e Zelensky si odiano (l’ha spiegato il prof. Orsini: la guerra in Ucraina prosegue perché l’Europa non accetta la sconfitta, e cioè la demilitarizzazione dell’Ucraina e la conquista delle sue regioni più ricche e strategiche da parte della Russia). Né è vero, come ha ripetuto Trump per l’ennesima volta, che la guerra in Ucraina è la guerra di Biden contro Putin: è la guerra della Nato contro la Russia (lo disse Stoltenberg al Parlamento europeo due anni fa, ricorda Orsini). Menzogne di Trump anche per l’assassinio di Kirk: “Spero nella pena di morte per l’assassino della sinistra radicale”. Ma il killer di Kirk non c’entra nulla con la sinistra radicale. Insomma, balle balle, balle, balle, balle. Del resto, a quante cose sbagliate ci hanno fatto credere, da quando siamo al mondo?

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