Daniele Luttazzi - La tempesta mediatica che ha colpito la Bbc si è sgonfiata da sola
di Daniele Luttazzi - Fatto Quotidiano, 29 gennaio 2026
“È stato un colpo di mano”. Dietro la drammatica caduta dei vertici Bbc. (Michael Savage, The Guardian Weekly) Deborah Turness, responsabile News della Bbc, si è dimessa a causa delle accuse di Michael Prescott, ex consulente del comitato editoriale, su un presunto pregiudizio progressista dell’emittente (montaggio di un discorso di Trump, cronache da Gaza, diritti transgender). L’attacco contro Turness sarebbe un’idea di Robbie Gibb, ex consigliere di Theresa May e figura centrale nella destra mediatica Uk. Gibb preme da anni affinché la linea editoriale della Bbc diventi conservatrice. Il Cda, privo di forti competenze editoriali, ha dato troppo spazio alle sue posizioni, e la gestione della crisi è stata compromessa dal presidente Samir Shah, che ha impedito alla Bbc di rispondere rapidamente alle accuse, creando un vuoto comunicativo sfruttato dai critici. Le dimissioni di Turness e del direttore generale Tim Davie hanno portato la Bbc a una grande instabilità in una fase di negoziati cruciali sul suo futuro. Molti all’interno della Bbc ritengono che l’intera vicenda sia parte di un più ampio tentativo politico, iniziato all’epoca di Boris Johnson, di limitare l’indipendenza editoriale della Bbc. COMMENTO: La Bbc è contro il genocidio a Gaza? Non sapevo leggessero il Fatto.
I critici più accaniti della Bbc stanno facendo marcia indietro. (Alan Rusbridger, Independent) La crisi che ha investito la Bbc nasce da un’operazione politica e mediatica. La pubblicazione selettiva del dossier Prescott da parte del Telegraph ha permesso di presentare la Bbc come un’istituzione di parte, liberal e irriformabile. La reazione è stata immediata e sproporzionata: Boris Johnson ha invitato gli inglesi a non pagare più il canone, Trump ha fatto causa alla Bbc chiedendo un risarcimento di 10 miliardi di dollari. La narrazione ostile ha portato a dimissioni eccellenti ai vertici, come se fosse emersa una colpa grave e sistemica. Quando però la vicenda è stata esaminata dalla commissione parlamentare, Michael Prescott ha elogiato la Bbc come una delle organizzazioni più affidabili al mondo e ha negato l’esistenza di parzialità, parlando solo di problemi isolati. Anche il caso Panorama su Trump è stato ridimensionato a possibile errore editoriale.
Ma se non esistono problemi strutturali, perché scrivere e diffondere un dossier allarmistico? Caroline Daniel, ex Financial Times, definisce il dossier Prescott una ricostruzione personale e selettiva, frutto di cherry-picking più che di analisi accurata. Il problema vero riguarda la governance, cioè Robbie Gibb. Ex spin doctor conservatore, nominato da Boris Johnson negli organi di controllo della Bbc, oggi Gibb nega ogni coinvolgimento nella diffusione del dossier e sostiene che l’emittente non sia faziosa. Gibb, già proprietario del Jewish Chronicle, in due riunioni cruciali del comitato sugli standard editoriali della Bbc, inclusa la discussione sulla copertura di Israele e Gaza, era l’unica voce esterna in un organismo minuscolo chiamato a giudicare il lavoro di 5.000 giornalisti. Gibb, però, è convinto di incarnare l’imparzialità della Bbc. Il risultato è sconcertante: una tempesta mediatica ha travolto una delle istituzioni giornalistiche più rispettate al mondo senza che sia stata dimostrata alcuna colpa. Alla fine restano solo “problemi qua e là”. Il vero danno non è stato prodotto dal giornalismo della Bbc, ma da una governance esposta a interferenze evidenti. COMMENTO: Per qualcuno non sei innocente finché non ti scusi delle colpe che ha inventato.

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