Due navi sfidano il blocco navale USA nel Golfo: attraversato lo Stretto di Hormuz

2692
Due navi sfidano il blocco navale USA nel Golfo: attraversato lo Stretto di Hormuz

Non si fermano le acque dello Stretto di Hormuz, nonostante il blocco navale voluto dagli Stati Uniti entrato ufficialmente in vigore lunedì. Secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Tasnim, che cita i dati della società di intelligence marittima Kpler, due navi sarebbero riuscite a uscire dal Golfo Persico dopo aver salpato da porti iraniani. Un’operazione che sembra voler mandare un segnale chiaro: Teherán non ha intenzione di piegarsi alla pressione navale USA.

Le immagini radar e i sistemi di tracciamento parlano chiaro. Il primo bastimento a farsi largo sarebbe stata la Christianna, nave mercantile con bandiera liberiana, uscita dallo Stretto dopo aver scaricato ben 74.000 tonnellate di mais nel porto di Bandar Imam Khomeini. Un carico apparentemente innocuo, ma che dimostra come le rotte commerciali verso l’Iran siano ancora aperte, nonostante le minacce.

Il secondo scafo, invece, si chiama Elpis, una petroliera battente bandiera comoriana. Ha lasciato il porto di Bushehr il 31 marzo con 31.000 tonnellate di metanolo a bordo, sostando brevemente all’isola iraniana di Lara prima di attraversare lo Stretto. Gli esperti di Kpler hanno calcolato l’orario dell’attraversamento: verso le 16:00 GMT di lunedì, ormai fuori dalle acque più controllate.

Ma non finisce qui. Secondo l’agenzia AFP, che si è appoggiata agli stessi dati marittimi, le navi che hanno osato infrangere il blocco sarebbero almeno quattro. In particolare, l’attenzione degli analisti si è concentrata sulla Rich Starry, una petroliera cinese già finita sotto le sanzioni di Washington per aver commerciato con Teheran. Sarebbe stata la prima a lasciare il Golfo dopo l’inizio ufficiale del blocco, diretta verso Sohar, in Oman, con un carico di circa 250.000 barili di metanolo. L’ultima sua tappa prima dell’attraversamento è stata il porto di Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti.

E poi c’è la quarta nave, il Murlikishan, una petroliera con bandiera del Madagascar. Questo ha preso una rotta leggermente diversa: ha attraversato lo Stretto verso ovest, addentrandosi nel Golfo martedì mattina. Era vuota, diretta al porto iracheno di Khor al Zubair. Anche su di lei pesano le sanzioni americane, perché in passato ha caricato bitume e asfalto in Iran destinati ai mercati asiatici.

Questi passaggi raccontano più di mille dichiarazioni ufficiali. Perché se è vero che Washington aveva annunciato un blocco navale capace di strozzare l’economia iraniana, è altrettanto vero che le navi continuano a passare. Il messaggio che arriva dallo Stretto di Hormuz è di tutt'altra natura: gli Stati Uniti possono minacciare, possono sanzionare, possono schierare navi da guerra all’orizzonte. Ma controllare davvero quel corridoio d’acqua stretto, dove ogni giorno transitano petroliere e mercantili diretti in ogni angolo del mondo, è un’altra storia.


La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica di Giuseppe Masala L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Gli Stati più odiati di Giuseppe Giannini Gli Stati più odiati

Gli Stati più odiati

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti